domenica , 19 Maggio 2024

Secondo il rapporto SVIMEZ negli ultimi 20 anni, dal 2000 ad oggi, oltre un milione di persone hanno lasciato il mezzogiorno

VINCENZO SAMMARTANO – Il rapporto SVIMEZ rappresenta la proiezione del peggiore scenario per il mezzogiorno con una diminuzione, da qua al 2080, di 8 milioni di residenti ovvero con una diminuzione del 40% considerato che al 31 Dicembre 2022 la popolazione del mezzogiorno italiano era di circa 19.800.000.

Negli ultimi 20 anni, dal 2000 ad oggi, oltre un milione di persone hanno lasciato il mezzogiorno. Direzione nord Italia ma anche estero.

Secondo il rapporto, negli ultimi 20 anni si è vista un’accelerazione del fenomeno emigratorio. In più, a preoccupare maggiormente gli studiosi è la composizione dei fuoriusciti che per il 42% dei giovani risulta laureato.

Questo esodo, non solo è una perdita di popolazione, ma è una perdita soprattutto culturale ed economica per le regioni del sud Italia.

Tecnologicamente indietro rispetto al nord Italia o ai paesi dell’estero, il futuro del mezzogiorno sembra essere delimitato tra agricoltura e turismo.

Ma anche qui andiamo male. Anzi malissimo.

L’agricoltura è stretta tra un modo di fare impresa decisamente arcaico, tra il cambiamento climatico e il menefreghismo dei vari consorzi di bonifica nel pianificare una corretta adeguata manutenzione degli invasi e della loro gestione per trattenere l’acqua piovana.

Il turismo del mezzogiorno, secondo il dossier, con 1,3 presenze per abitante si colloca all’ultimo posto tra i principali paesi Ocse sia rispetto a paesi più piccoli come Malta, l’Austria e la Grecia e sia ai rispetto a paesi di più grandi dimensioni come Spagna, Francia e Germania.

Di fronte a questo scenario, mancano le scelte della politica, sempre focalizzata in quell’arco temporale tra un’elezione appena terminata e quella successiva. Una politica distante e dissociata da una realtà che si trasforma ad una velocità mai vista prima

A proposito di Nicola Donato

"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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