martedì , 9 Agosto 2022

Morte Francesco Pantaleo. I funerali

 Oggi, presso la Chiesa Madre di Marsala, si sono svolti i funerali del 23enne Francesco Pantaleo, lo studente di ingegneria Informatica all’Università di Pisa rinvenuto  carbonizzato in un fossato ad Orzignano, frazione del comune di San Giuliano Terme (Pisa). Il Sindaco di Marsala, Massimo Grillo, ha proclamato il lutto cittadino e le bandiere a mezz’asta hanno sventolato per tutta la mattinata,in una piazza che ha atteso il feretro proveniente dalla chiesa di san Francesco di Paola, in corso Calatafimi. La Chiesa era gremita di gente e curiosi, che sono rimasti profondamente colpiti da questa vicenda. La città di Marsala è piombata nuovamente in un dolore troppo grande e difficile da accettare, in cui un altro figlio appartenente alla comunità è stato strappato alla vita troppo in fretta. Un dolore che diventa di tutti, condiviso e sentito. Proprio come già accaduto in precedenza con la tragica scomparsa di Nicoletta Indelicato. Tante le domande, l’incredulità, il dolore e tanti i perché tra la gente in piazza. In momenti come questo rimane soltanto il silenzio, interrotto da un rintocco di campane e dall’incenso che lascia spazio alle lacrime sul viso. C’erano tanti giovani in chiesa. Tanti. Molti erano tra le panche, altri invece ai lati della chiesa. Molti erano sicuramente ex compagni di scuola di Francesco. Nessuno di loro, però, si è avvicinato al microfono a leggere qualcosa o rilasciando dichiarazioni spontanee in ricordo dell’amico scomparso.  Francesco Pantaleo era molto amato dalla sua famiglia e soprattutto dalla comunità marsalese che stamattina si è riunita insieme a mamma Franca, papà Tonino e alla sorella Stefania. Un abbraccio, collettivo, per un dolore condiviso. L’omelia è stata officiata dall’Arciprete di Marsala Don Marco Renda. Era presente anche il Sindaco Massimo Grillo, il Presidente del Consiglio Comunale Enzo Sturiano, l’Assessore Giuseppe D’Alessandro e l’Assessore Arturo Galfano.


LE IPOTESI E GLI INTERROGATIVI

Sul corpo, intanto, non sono stati rinvenuti segni di violenza ma sarà l’autopsia disposta dalla Procura di Pisa a chiarire nei prossimi giorni le cause della morte. Nessuna ipotesi è al momento esclusa. L’esame autoptico sul corpo di Francesco servirà per accertare l’eventuale presenza di ferite o lesioni che potrebbero avallare l’ipotesi dell’omicidio. Sarebbe emersa anche una lacerazione sotto il collo che farebbe pensare a un taglio ma c’è molta cautela su questo aspetto perché i corpi bruciati presentano lacerazioni e irregolarità nei tessuti dovute proprio all’azione che esercita il fuoco. La Tac di pochi giorni fa sul cadavere non sembra aver evidenziato ferite esterne antecedenti al fuoco. Sarà importante capire se nei polmoni di Francesco verrà trovata la presenza di fumo o no, un elemento che stabilirà se il giovane si è suicidato oppure no.

Il giovane studente aveva fatto perdere le sue tracce il 24 luglio, allontanandosi da Via Adige, nei pressi della famosa Torre di Pisa.
Condivideva la casa con altri due coetanei e potrebbe essersi allontanano a seguito di alcune difficoltà all’università. Al momento della scomparsa ha lasciato tutti i suoi effetti personali a casa: telefonino, portafoglio con documenti e bancomat, occhiali da vista, il computer che utilizzava per studiare e che è stato trovato con la memoria cancellata e con l’ultimo accesso dalle 9.15 alle 9.30 di sabato mattina. “Avrà avuto qualche contante penso, perché qualche contante a casa l’aveva” ci aveva riferito la mamma nel corso della nostra intervista realizzata la mattina del 30 luglio. Il corpo carbonizzato è stato rinvenuto domenica 25 luglio, intorno alle ore 18, da una ragazza che stava facendo footing. La vittima indossava pantaloni, una maglietta ma non indossava le scarpe. Non sono state trovate. Gli interrogativi su questa vicenda sono tanti. Il primo tra tutti riguarda il contenitore del liquido infiammabile che avrebbe utilizzato Francesco. I carabinieri non hanno trovato tracce di alcun contenitore. Qualcuno lo ha portato via da quel posto? O forse si è bruciato durante la combustione? Sembrerebbe che i carabinieri, nella zona del ritrovamento, abbiano trovato almeno due punti di innesco delle fiamme. Qualcuno ha provato a incendiare il corpo? Forse non c’è riuscito? O forse quei punti di innesco sono precedenti rispetto al punto in cui è stato bruciato il corpo?

Gli inquirenti stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza per trovare elementi utili che possano definire il percorso che ha fatto Francesco prima di morire. La distanza che separa Pisa da San Giuliano Terme è di circa 6 km. Ci vogliono 7 minuti di macchina e circa 1 ora e 7 minuti a piedi. Com’è arrivato Francesco lì? Forse ha preso un treno? I cani molecolari avevano fiutato il suo odore al binario 3 della stazione secondaria di San Rossore. Potrebbe aver raggiunto San Giuliano Terme in treno? Qualcuno lo ha visto? Era da solo? C’era qualcuno con lui? Perché Francesco ha cancellato tutti i dati dal suo PC? Francesco amava giocare online. Forse la chiave del mistero potrebbe essere tra le chat del suo computer?

Qual è stato il percorso che ha fatto quel giorno? E’ andato a San Giuliano Terme a piedi o in macchina? Da solo o con qualcuno? Ha deciso di compiere un gesto estremo oppure qualcuno lo ha portato lì? La zona in cui è stato rinvenuto il corpo è piuttosto isolata e la prima casa si trova a circa 800 metri. Qualcuno ha visto o sentito qualcosa? Perché il corpo non è stato rinvenuto sotto i girasoli, dove ci sarebbe voluto certamente più tempo per il rinvenimento del cadavere? Qualcuno ha visto o sentito qualcosa il 24 luglio? Qualcuno è in possesso di informazioni utili che possono far luce sulle ultime ore di vita di Francesco? Se si, è pregato di mettersi in contatto con le forze dell’ordine.

Franca, la mamma di Francesco, nel corso di un’intervista (CLICCA QUI PER LEGGERE) che ci ha concesso la mattina del 30 luglio, quando ancora il figlio veniva cercato, ci ha riferito che l’ultima volta che lo ha sentito “Non era agitato però era pensieroso. L’ho sentito, anche se lontano, come se avesse qualche problema”. Cosa turbava Francesco? Era soltanto un problema legato all’Università oppure c’era dell’altro? Il venerdì sera, prima della scomparsa, mamma Franca ci ha riferito che i coinquilini:“Lo hanno sentito parlare. Se giocava al computer o parlava al telefono questo i coinquilini non lo sanno però lo hanno sentito”. Con chi ha parlato Francesco la sera prima della scomparsa? Questa persona o queste persone potrebbe conoscere dettagli importanti sulle ultime ore di vita di Francesco?La madre ci aveva anche riferito che dalla casa di Francesco: “manca soltanto uno zainetto Pickwick scolastico che lui portava sempre con sé e le chiavi di casa”. E’ stato ritrovato lo zainetto di Francesco? Cosa c’era dentro quello zainetto? Si è bruciato durante la combustione oppure è stato portato via da qualcuno? E il mazzo di chiavi di casa? Dov’è? E’ stato ritrovato oppure è stato portato via da qualcuno?

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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