sabato , 13 Luglio 2024

L’IA AMORE E ODIO

Articolo curato da Marta Polizzotto

L’intelligenza artificiale (IA) è una disciplina che si occupa della progettazione e dello sviluppo di sistemi in grado di eseguire compiti che, se svolti da esseri umani, richiederebbero intelligenza. Questi compiti includono, tra gli altri, il riconoscimento di immagini, la comprensione del linguaggio naturale, la risoluzione di problemi complessi e l’apprendimento automatico. La IA ha visto una rapida crescita e innovazione negli ultimi decenni.

Si suddivide in varie branche e tecnologie, tra queste, le più rilevanti includono il machine learning, il deep learning, l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP), la visione artificiale e i sistemi esperti.

L’IA ha il potenziale per trasformare radicalmente molti settori della società: può aiutare a diagnosticare malattie in fase precoce, personalizzare trattamenti e analizzare grandi volumi di dati clinici; nella finanza, gli algoritmi di IA possono prevedere andamenti di mercato, rilevare frodi e ottimizzare portafogli di investimento.

Tuttavia, l’IA solleva anche importanti questioni etiche e sociali.

L’automazione del lavoro è uno degli impatti più evidenti, Le tecnologie stanno sostituendo molti lavori manuali e ripetitivi, migliorando l’efficienza e riducendo i costi. Purtroppo, questo ha anche portato alla perdita di posti di lavoro in diversi settori. Professioni come quelle nei call center, nella produzione manifatturiera e nella logistica sono particolarmente vulnerabili. Ad esempio, le catene di montaggio automatizzate possono svolgere compiti che una volta richiedevano numerosi lavoratori umani.

Molti lavoratori potrebbero non avere le competenze necessarie per questi nuovi ruoli, portando a un aumento della disoccupazione e della disuguaglianza economica. È essenziale che i governi e le aziende investano in programmi di riqualificazione e formazione per aiutare i lavoratori a transitare verso nuovi settori.

È preoccupante la mancanza di trasparenza degli algoritmi di IA. Molti algoritmi, specialmente quelli basati su reti neurali profonde, sono considerati “scatole nere” perché è difficile capire come arrivano a determinate decisioni. Questo può essere problematico in settori dove è necessaria la responsabilità, come la sanità o la giustizia. È importante sviluppare metodi per aumentare la trasparenza e garantire che le decisioni prese dall’IA possano essere spiegate e giustificate.

La capacità dell’IA di raccogliere, analizzare e utilizzare grandi quantità di dati personali pone una serie di questioni etiche e legali che richiedono una particolare attenzione.

Gli algoritmi di IA dipendono da enormi quantità di dati per addestrarsi e migliorare le loro prestazioni. Questi dati provengono da una varietà di fonti, come social media, dispositivi mobili, transazioni online e sensori IoT (Internet delle Cose). La raccolta di questi dati avviene spesso senza che gli utenti ne siano pienamente consapevoli o abbiano dato un consenso informato. Ad esempio, le piattaforme di social media raccolgono dati sui comportamenti degli utenti, incluse le interazioni, i like, i commenti e le condivisioni, che vengono poi utilizzati per personalizzare annunci e contenuti. Allo stesso modo, gli smartphone registrano dati sulla posizione, le abitudini di utilizzo delle app, le comunicazioni e altre attività personali, mentre dispositivi come i termostati intelligenti e le videocamere di sicurezza raccolgono dati ambientali e comportamentali.

Una volta raccolti, questi dati vengono analizzati da algoritmi di IA per estrarre informazioni utili e fare previsioni. Questa analisi, sebbene utile, può portare a violazioni della privacy, poiché gli algoritmi possono dedurre informazioni sensibili che gli utenti non avevano intenzione di condividere.

Conclusioni

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle innovazioni tecnologiche più rivoluzionarie del nostro tempo. Le sue applicazioni sono vaste e in continua espansione, con il potenziale di migliorare significativamente molti aspetti della vita umana. Tuttavia, è fondamentale affrontare le sfide etiche e sociali che accompagnano questa tecnologia per garantire che i benefici siano equamente distribuiti e che i rischi siano adeguatamente mitigati. Con un approccio responsabile e inclusivo, l’IA può contribuire a costruire un futuro più prospero e sostenibile per tutti.

In foto Marta Polizzotto, Samuele Spera, Raffaele Zito e il Prof. Nicolò Mannino

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