Migranti: Ceuta, i numeri smentiscono la propaganda del governo Meloni

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I numeri raccontano una storia diversa da quella che ha dominato il dibattito politico.

Quella che sembrava una “grande invasione” si è esaurita in meno di 48 ore: la quasi totalità dei cittadini marocchini entrati a Ceuta è rientrata in Marocco. Un episodio atipico, che lascia aperti interrogativi ancora senza risposta: come è stato possibile un afflusso così rapido e massiccio? E quale ne era il reale obiettivo, se la mobilitazione si è dissolta in così poco tempo?

Mentre la Spagna riportava rapidamente la situazione sotto controllo, si è aperto un duro scontro politico.

Il governo Meloni ha scelto di trasformare una crisi rientrata in poche ore in un caso europeo, invocando misure eccezionali nei confronti di un Paese che, secondo i dati europei, registra risultati migliori dell’Italia sia sul fronte degli ingressi irregolari sia su quello dei rimpatri.

Da parte sua, il governo spagnolo ha ricordato che Ceuta non fa parte dello Spazio Schengen e che, secondo Frontex, la frontiera spagnola è tra le meno permeabili dell’Unione europea.

Secondo Frontex, tra il 2021 e il 2026 l’Italia ha registrato più ingressi irregolari della Spagna. Eurostat indica inoltre che, nel periodo 2023-2025, Madrid ha effettuato più rimpatri dell’Italia.

Dati che rendono inevitabile una domanda: su quali basi si costruisce la narrazione di una Spagna come “anello debole” dell’Europa, se gli indicatori ufficiali raccontano una realtà diversa?

La crisi di Ceuta si è sgonfiata rapidamente. La propaganda del governo Meloni, invece, si è attivata immediatamente, lasciando l’impressione di un’Italia più impegnata a screditare un partner europeo che a promuovere una risposta comune. Eppure, numeri alla mano, proprio la Spagna ha mostrato indicatori migliori nella gestione dell’immigrazione irregolare.

Su ciò che ha realmente innescato la mobilitazione di decine di migliaia di cittadini marocchini sarà la storia – e forse future inchieste – a fare chiarezza.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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