domenica , 20 Giugno 2021

Denise Pipitone: le ultime novità e le domande che non trovano risposta

Importanti novità sul caso di Denise Pipitone, la bambina di Mazara del Vallo scomparsa misteriosamente il 1° settembre del 2004. Una nuova lettera riapre ulteriori scenari sul caso, ma questa volta non si tratta di un messaggio anonimo come quello pervenuto all’Avvocato Frazzitta e alla redazione di “Chi l’ha visto?”. Non si tratta di un testimone anonimo ma di una persona con nome e cognome. L’ultima lettera è stata resa nota da Milo Infante nel corso della trasmissione Ore14, su Rai2. La persone che ha firmato la missiva afferma di essere in possesso di informazioni utili che potrebbero chiarire il mistero sulla scomparsa della piccola Denise e chiama in causa alcune persone che non sono mai entrate nell’inchiesta. La persona che firma la lettera punta il dito nei confronti di Claudio Corona, fratello di Anna Corona, ex moglie di Pietro Pulizzi, padre biologico della piccola Denise. La missiva, ora al vaglio della Procura di Marsala. La missiva non è stata riportata nella sua interezza nel rispetto delle indagini in corso ma alcuni frammenti sono stati riportati nel corso della trasmissione di Rai2 e si legge che: “Io voglio la verità su Denise.  Non sono un collaboratore di giustizia e mai lo sarò. Ho frequentato molto Claudio Corona, ma ripeto non sarò mai un collaboratore di giustizia. Ho tante cosa da dire per tutelare la mia famiglia e forse finalmente scoprire la verità su qualche informazione su Denise. Io voglio la verità su Denise. Donne e bambini non si toccano”. Si tratta della stessa persona che ha mandato la missiva anonima all’Avvocato Frazzitta e alla redazione di “Chi l’ha visto?” e che questa volta ha deciso di firmare la sua testimonianza oppure si tratta di un’altra persona? Il muro di omertà si sta finalmente sgretolando?

Non è tutto. Un’altra notizia importante riguarda il video che il 18 ottobre del 2004, la guardia giurata Felice Grieco ha girato a Milano. C’era una bambina, insieme a un gruppo rom che veniva chiamata “Danas”. La bimba, con accento siciliano, diceva: “dove mi porti?”. Una segnalazione è sempre stata ritenuta attendibile. Secondo quanto dichiarato dalla ragazza alle forze dell’ordine, la donna presente nel video si chiamerebbe Florina e l’avrebbe incontrata in un campo nomadi in Francia, a Parigi. L’incontro sarebbe avvenuto nel 2018. Sempre secondo quanto racconta la ragazza, la donna aveva una figlia che diceva di essere stata adottata, con un accento italiano e diceva di non conoscere bene le sue origini.  

Era il 12 maggio, quando l’Avvocato Frazzitta, legale di Piera Maggio, riceve nel suo studio di Marsala una missiva anonima in cui sono riportati fatti che riguardano la fase successiva alla scomparsa di Denise e alla presenza di altre persone che sanno cos’è successo quel giorno.Sono 17 anni che so, non ho parlato prima per paura”. Una lettera, quindi, che fotografa una fase precisa del rapimento in cui Denise è viva. Ci sono persone che hanno visto. Una settimana dopo, l’anonimo torna a farsi risentire inviando una copia della missiva anonima alla redazione della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”. Tanti gli inviti rivolti all’anonimo a farsi avanti, a farsi sentire con la garanzia di un’assoluta tutela, per aggiungere ulteriori tasselli a un puzzle che, dopo 17 anni, rimane ancora incompiuto sotto diversi aspetti. L’invito, secondo quanto riportato da LiveSicilia, sarebbe stato accolto. Il testimone, che adesso non sarebbe più anonimo, dice di essere sicuro al cento per cento che quella bambina fosse la piccola Denise Pipitone e descrive la scena successiva al rapimento. Il testimone era a bordo della sua macchina e avrebbe affiancato quella su cui viaggiava la piccola Denise. Avrebbe visto e sentito tutto perché il suo finestrino era abbassato. Avrebbe visto Denise piangere e urlare “aiuto mamma” mentre si trovava in macchina con tre persone. Non ne ha parlato prima per paura di qualcuno o qualcosa. Paura di chi? Ha forse riconosciuto qualcuno di quegli uomini? In quella macchina c’era forse qualcuno degli indagati?

Si è parlato tanto di Claudio Corona in queste settimane, un uomo che non è mai stato indagato e mai è comparso nell’inchiesta sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, in cui risulta attualmente estraneo. Un anonimo, nel corso di una puntata della trasmissione “Chi l’ha visto?”, ha parlato di una presunta vicinanza del fratello di Anna Corona con persone vicine ad ambienti criminali importanti. Un uomo rispettato? Temuto? Da quanto emerge, sembra proprio di si. Ma chi è Claudio Corona? E’ conosciuto dalle cronache locali perché, nel 2021, è finito nell’inchiesta “Tonno bianco”. L’operazione delle forze dell’ordine si chiama così perché gli spacciatori di droga utilizzavano questo nome per far riferimento alla cocaina. Finirono in manette Claudio Corona, i due carinesi Davide Giunta e Claudio Montevago che risiedevano a Villagrazia di Carini e i mazzaresi Atef Chaniour e Francesco Gancitano. Furono arrestati anche Fabrizio Messina Denaro, di Castelvetrano e John Antony Farruggia. Dalle indagine era emerso che Claudio Corona era il punto di riferimento per la droga a Mazara Del Vallo. Giunta e Corona si incontravano in un bar di Mazara per pianificare la cessione della sostanza.

 Le uniche persone attualmente iscritte nel registro degli indagati sono Anna Corona e Giuseppe Della Chiave, che nel 2004 utilizzava il magazzino di via Rieti da cui partirono le telefonate sospette indirizzate al cellulare di Anna Corona.  Battista Della Chiave, lo zio sordomuto, oggi deceduto, dichiara di aver visto la piccola Denise Pipitone proprio nel capannone di Via Rieti, in braccio al nipote Giuseppe, mentre stava facendo una telefonata. Battista, con il linguaggio dei segni, aveva ricostruito gli ultimi istanti in cui aveva visto Denise, dichiarando che il nipote Giuseppe l’aveva portata via in motorino, avvolta in una coperta, verso il molo, per essere poi caricata in una barca. La famiglia di Battista Della Chiave, sin da subito, contesta quelle dichiarazioni, asserendo che il sordomuto non conoscesse il linguaggio dei segni ma diversi esperti della lingua LIS hanno confermato la chiarezza del racconto dell’uomo che, però, davanti ai magistrati, si è avvalso della facoltà di non rispondere.  

Giuseppe Della Chiave dichiara agli inquirenti di non aver conosciuto Anna Corona prima della scomparsa di Denise. Ciò non risulterebbe vero anche perché, i due sarebbero stati colleghi di lavoro e anche amici, dato che Della Chiave era il fidanzato, diventato poi marito, di Loredana Genna, amica intima di Anna Corona. Dove si trovavano gli indagati il giorno della scomparsa della piccola Denise? Secondo le loro dichiarazioni, Giuseppe Della Chiave si trovava presso il ristorante Il Veliero, a lavorare. Il ristorante, però, quel giorno era chiuso. Anna Corona, invece, riferisce di essere rimasta a lavorare presso l’Hotel Ruggero II fino alle 15.30. Nel foglio delle presenze c’è la sua firma ma l’orario d’uscita è certamente diverso. Francesca Adamo, la collega di Anna Corona, ammette che quel giorno l’amica le chiede il favore di mettere la firma d’uscita in modo da farla coincidere con il suo turno. Nessun dipendente della lavanderia l’ha mai vista uscire. Quando è uscita Anna Corona dall’hotel? Dove si trovava nelle ore in cui scompariva Denise? L’amica Francesca dichiara inoltre che quel giorno arrivarono a bordo di uno scooter anche le figlie di Anna, Jessica e Alice, appena tornare dal mercato. Arrivarono prima o dopo le 12? Eppure il cellulare di Anna Corona, il 1° settembre 2004, il giorno della scomparsa di Denise Pipitone, fa dei movimenti strani e in orari abbastanza insoliti: come mai? Alle sei del mattino, il cellulare di Anna Corona risulta spento e si sposta da Mazara del Vallo a Carini, poi risulta acceso alle 6.37 e alle 7.58 a Mazara Del Vallo. Risulta ancora spento, a Trapani, alle ore 11:55, poi acceso, dalle ore 12:51 alle 17:35, a Mazara Del Vallo e poi acceso a Mazara Del Vallo alle 20:30. Come mai queste tappe? Anna Corona può aver prestato il cellulare per depistare e per crearsi un alibi? Dov’era quel giorno Anna Corona? Quali sono stati i suoi movimenti? A che ora è andata realmente via dall’Hotel Ruggero II?




A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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