domenica , 5 Febbraio 2023

Giornata Mondiale della Radio. Ne abbiamo parlato con il Prof. Francesco Pira

Il 13 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Radio, istituita dall’UNESCO nel 2011. Dopo oltre 110 dalla sua nascita, la radio continua ad essere una delle invenzioni più importanti nella storia della comunicazione globale. Prima ancora della televisione, la radio rappresenta il migliore apparecchio senza fili in grado di abbattere le distanze. Era il 5 marzo del 1896, quando Guglielmo Marco presenta la richiesta di brevetto. Nel 1909, Marconi vince il prestigioso Nobel per la Fisica. Il famoso scienziato, inventore del telegrafo senza fili, grazie alle ricerche che ha condotto sulle onde radio è riuscito a gettare le basi per la quella che poi sarebbe diventata la radio e la tv. La radio, in prima battuta, è stata utilizzata in campo navale per gli SOS che lanciavano le navi in mare che si trovavano in difficoltà. Uno tra i tanti esempio di SOS noto alle cronache riguarda il naufragio del transatlantico Titanic, entrato in collisione con un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912, nelle gelide acque dell’Oceano Atlantico. Quella notte furono mandati tanti segnali di SOS alle navi vicine. Ma la radio negli anni è cambiata. Non è circoscritta ad un uso prettamente militare ma è diventata un vero e proprio oggetto della casa, alla portata di tutte le famiglie, decorando le cucine e i salotti.

Le famiglie la utilizzavano (e la utilizzano ancora) per ascoltare musica, per ballare in casa e non solo ma veniva usata soprattutto dalla politica come mezzo di propaganda. L’informazione veniva filtrata, monitorata e la propaganda del regime fascista veniva diffusa attraverso quel piccolo apparecchio. Oggi tutto è cambiato, la radio è cambiata e si è ulteriormente evoluta. Non è più quella del Titanic, non è la stessa di Marconi o quella che veniva utilizzata per la propaganda politica al tempo del fascismo. La tecnologia digitale ha assorbito anche la radio, attraverso la diffusione di quelli che vengono comunemente conosciuti come broadcasting. La pandemia del Covid ha ulteriormente puntato l’attenzione dei cittadini di tutto il mondo sulla radio, altri ancora invece hanno deciso di comprare un microfono e raccontare da casa propria il mondo o divulgare contenuti educativi.  “Vedete, il telegrafo è un tipo molto, molto lungo di gatto. Voi tirate la sua coda a New York e la sua testa miagola a Los Angeles. Lo capite questo? E la radio opera esattamente allo stesso modo: voi mandate i segnali qui, e loro li ricevono là. L’unica differenza è che non c’è alcun gatto”, asseriva Einstein mentre spiegava la radio.

Ne abbiamo parlato con il Prof. Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione all’Università degli Studi di Messina

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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