lunedì , 10 Agosto 2020

La morte di Prince e la fotografia indelebile di un momento storico per Maria Letizia Cerica

Foto: Carla Messina

Mercoledì 29 luglio, al Convento del Carmine di Marsala, è stato presentato il libro “Prince, Rogers & me. Non un libro su Prince, un libro (scritto) con Prince” di Maria Letizia Cerica, pubblicato da Risguardi. Ogni evento storico rappresenta una fotografia indelebile del nostro tempo. Tutti noi ricordiamo perfettamente dove ci trovavamo nell’istante in cui è avvenuta una determinata circostanza che ha cambiato per sempre le sorti del mondo. Qualcuno era appena tornato da scuola, altri da lavori, altri ancora stavano cambiando i pannolini ai propri figli. Tutti è rimasto cristallizzato nel tempo, all’interno dei cassetti della memoria che conservano tutto e custodiscono gelosamente ogni forma di gioia e dolore.

Foto: Carla Messina

La morte rappresenta indubbiamente una passaggio significativo per ognuno di noi. Il distaccamento dalla vita terrena, lo spirito che abbandona il corpo, soccombendo al dolore e aprendo le braccia ad una moltitudine di religioni che lo dovrebbero accogliere a braccia aperte per redimerlo dal peccato. Teoricamente! La morte di Prince, avvenuta il 21 aprile 2016, ha rappresentato per Maria Letizia un momento cruciale nella sua vita. Uno shock. Un dolore grande e inaspettato, piombato dal nulla, senza preavviso. Prince era un artista eclettico, certamente molto discusso a causa di alcune scelte di vita estreme come la riservatezza e il controllo su tutto. Nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe morto in quel modo. Nessuno immaginava che Prince, l’uomo dai vestiti colorati, dalle zeppe luccicanti, dalla voce acuta e dalla capigliatura afro, sarebbe morto in un ascensore di casa sua, a Minneapolis, e per overdose. Nessuno. Eppure è andata così.

C’è stato un prima e un dopo. Un prima e un dopo il successo che ha travolto la vita di Prince e che lo ha reso un uomo di successo, pieno di case in tutto il mondo, con uno studio di registrazione all’avanguardia dentro la sua enorme casa di Minneapolis. C’e stato un prima di quell’uomo che riusciva a suonare una quantità sconfinata di strumenti e incidere interi dischi da solo, o conservando nel suo sotterraneo un vero e proprio archivio musicale non ancora catalogato. C’è stato un ragazzo umile, generoso, che è riuscito ad aiutare i ragazzi in difficoltà, facendo donazioni esose di denaro, senza mai farsi pubblicità, perché anche lui conosceva il peso del disagio e della povertà. Conosceva l’assenza di un tetto sopra la testa o un piatto di pasta a tavola perché i suoi genitori non erano stati molto presenti. Tanti bei gesti compiuti da un uomo che, però, aveva bisogno di aiuto per combattere i propri demoni, le proprie dipendenze che lentamente lo stavano schiacciando e annientando.

Foto: Carla Messina

C’è stato anche un dopo, che si è palesato con la sua morte, quando la sua privacy maniacale si è trasformata in un interesse di molti. Quando in tanti hanno cercato di occultare delle verità scomode, cancellando le sue mail, distruggendo i documenti e molto altro perché, nella sua riservatezza estrema, anche da morto avrebbe forse potuto dare fastidio. Forse Prince si è davvero suicidato, forse è morto in modo accidentale o forse no. Nessuno potrà mai saperlo perché tutto sembra essersi polverizzato nel nulla, proprio come il suo corpo, cremato dopo pochi giorni. Ipotesi, tante. Forse è giusto conservare il mito di Prince e ricordarlo per i suoi capelli afro  e quelle scarpe luccicante che, però, non indossava quando è stato trovato morto in ascensore, pur indossando degli ingombranti pantaloni modellati appositamente sulle zeppe. Forse è giusto che tutto rimanga così, o forse no. Ad ogni modo “I know times are changing”, cantava in Purple Rain.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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