Paolo De Marco è un cittadino di Marsala che viveva in Colombia.La sua vicenda era rimbalzata ai rigori della cronaca nazionale e noi ce ne siamo occupati a lungo in questi giorni, raccontando il lungo viaggio che lo ha condotto da Bogotà fino all’Italia. Paolo è riuscito a tornare a casa, tra le mura domestiche, tra quelle vie che lo hanno visto crescere e in un ambiente certamente familiare, seppur nel rispetto delle restrizioni e delle misure anti-covid. Ci sono altri cittadini italiani che attualmente si trovano in Colombia ma non riescono a tornare in Italia. Massimiliano Cordova è uno degli 80 italiani che si trova attualmente in Colombia. Lui è di Palermo, divorziato con due splendide bambine che non vede l’ora di riabbracciare e ci ha raccontato che in Colombia c’è gente disperata, donne incinta, anziani, gente che deve tornare dalle proprie famiglie, in Italia. Massimiliano ci racconta che è stato predisposto un solo volo umanitario italiano e che verosimilmente altri voli con Italia non ce ne saranno più ma verranno gestiti solo da altre ambasciate straniere, il che è depenalizzante per loro in quanto verrebbero avvisati soltanto con tre giorni di anticipo e per chi deve viaggiare è un problema serio anche perché, non essendoci voli, chi deve spostarsi è costretto a pagare di propria tasca un taxi privato che può costare fino a 1000 euro dato che ci sono circa 1000 km per raggiungere la Capitale Bogotà. Il rischio inoltre è alto: le strade sono disastrose e possono subire attacchi o addirittura sequestri. Bogotà si trova ad alta quota e per la gente che soffre di problemi di salute -soprattutto respiratori- è un serio problema. Ci sono donne incinta che hanno avuto tre voli cancellati e non possono raggiungere il marito, fidanzati che non possono sposarsi e molto altro di cui ci hanno parlato proprio Massimiliano e Paolo in questo video.
Coronavirus, cittadini italiani bloccati in Colombia: “abbiamo il diritto di tornare nella nostra patria”
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