martedì , 28 Giugno 2022

Terra piatta 2: ecco altre “prove”

Isaac Newton: “bene, dopo anni di attenti studi ed esperimenti ho finalmente le prove che dimostrano che la Terra è piatta. Devo nascondere la verità come ha fatto Galilei. Vediamo se gli illustri menzognari pagano bene, scommetto che mi prendono per il loro complotto”.

Uno scenario del genere è abbastanza irreale, non trovate? Beh, per i fanatici del terrapiattismo no, loro credono davvero che la Terra sia piatta e che, da oltre 500 anni, ci sia un complotto volto a nasconderci le prove di questa terribile verità.
Abbiamo già parlato di questa linea di pensiero e vi ho già spiegato, per sommi capi, cosa sia il terrapiattismo. Per l’occasione abbiamo anche analizzato alcune argomentazioni a sostegno di questa ideologia (se vi siete persi il mio precedente articolo in merito cliccate qui).

Sarà mia intenzione, anche in questa sede, analizzare e confutare altre “”convincentissime prove”” (le doppie virgolette non sono un refuso di battitura) della Terra Piatta. Ritengo, infatti, molto divertente per la nostra analisi vedere come la gente riesca a dare supporto alle proprie convinzioni basandosi, anche, su fenomeni banali.

Oggi prendiamo in analisi 5 delle “prove” esposte da Eric Dubay nel suo libro, già introdotto nel mio precedente articolo, a sostegno – si fa per dire – della Terra piatta.

Cominciamo parlando di stelle.

1 – TUTTE QUESTE STELLE? IMPOSSIBILE!

Nella prima “prova” che andiamo ad analizzare Dubay afferma che non possono esistere bilioni (un bilione = mille miliardi) di stelle, quindi l’Universo non è infinitamente grande e ci troviamo dentro la cupola della Terra Piatta. Vediamo insieme questo dubbio, ecco le parole di Eric Dubay:

“Nel Paradosso di Olbers si afferma che se esistessero davvero bilioni di stelle come il Sole, il cielo notturno sarebbe completamente pieno di luce.”

Sarebbe un po’ come dire “se davvero al mondo ci sono 7,5 miliardi di persone come mai quando esco incontro sempre gli stessi deficienti?”. A parte gli scherzi, sarebbe bastato documentarsi un minimo sul paradosso di Olbers per evitare di dargli l’attendibilità che non ha. Tanto per cominciare Heinrich Olbers era un astronomo e, in quanto tale, non un terrapiattista. Il suo paradosso venne introdotto sulla base di considerazioni IPOTETICHE, quindi non corrispondenti alla realtà. Olbers, in sintesi, introducendo questo paradosso, voleva affermare che vi sono così tante stelle nell’Universo da poter occupare tutto il cielo notturno.

Fu lo stesso Olbers a smentire, tuttavia, il suo stesso assunto dichiarando che uno scenario del genere sarebbe possibile solo se la luce avesse velocità infinita (ecco qui l’ipotesi), ma così non è. Vi sono stelle così lontane, infatti, che non possiamo vedere poiché la loro luce non è ancora arrivata a noi. Inoltre, data l’espansione dell’Universo (ne parlai qui), le stelle molto lontane da noi sono destinate ad allontanarsi sempre di più, per cui la loro luce non ci raggiungerà mai. In altre parole Olbers, dicendo che vi sono così tante stelle che potrebbero coprire il cielo notturno, voleva solamente evidenziare l’enorme quantità di astri luminosi nel cielo e non confutarne l’esistenza a favore di una fantomatica cupola. Ditelo ai terrapiattisti.

Questa prima prova, dunque, voleva smentire assunti basati su considerazioni ipotetiche. La successiva è ancora più incredibile perché vuole smentire cose che non ha affermato nessuno. Leggetela bene.

2 – LA GRAVITA’ NON PUO’ SPARIRE NELLO SPAZIO APERTO

“I globularisti (ndr: coloro che non credono alla Terra piatta) affermano spesso che la “gravità” trasporta magicamente e inspiegabilmente l’intera bassa-atmosfera della Terra in perfetta sincronia fino ad una certa altitudine, dove questa atmosfera lascia posto alla non-rotante, non-gravitazionale, non-atmosfera dell’infinito vuoto spaziale.

Non so cosa abbia indotto i terrapiattisti a credere che la scienza ufficiale affermi che la gravità cessi di esistere superata l’atmosfera. Questa è una corbelleria che nessuno scienziato e astronomo si è mai sognato di dire. Anzi la scienza ufficiale ha sempre affermato il contrario, insegnando che la gravità è una forza di attrazione reciproca tra oggetti dotati di massa che diminuisce, pian piano, con la distanza.

Maggiore è la massa di un oggetto, maggiore è la gravità esercitata e subita dagli altri corpi celesti. Ecco perché la Luna, nonostante la distanza, non è immune alla gravità della Terra, mentre un astronauta in orbita fluttua nello spazio. Tra la Terra e la Luna, data la loro massa, vi è, indubbiamente, un’attrazione maggiore che tra la Terra ed un uomo. Sarebbe assurdo pensare che gli astronomi ci insegnino che la Luna è legata alla gravità terrestre e poi che la gravità svanisca improvvisamente fuori dall’atmosfera.

Non basta, dunque, uscire dall’atmosfera per essere immuni alla gravitazione terrestre. Lo stesso vale per i moti del pianeta, non basta uscire dall’atmosfera perché tutto diventi “non-rotante”. Le orbite dei corpi celesti, infatti, sono stabilizzate proprio dai loro moti di rotazione e di rivoluzione. Senza moti rotatori che mantengono le orbite in equilibrio i corpi celesti si sarebbero già schiantati per la gravità.

3 – RALLENTA! CI SIAMO QUASI!

“Se davvero la Terra roteasse costantemente verso Est a oltre 1000 mph, elicotteri e mongolfiere dovrebbero essere in grado di gravitare semplicemente sulla superficie della Terra, aspettando che la loro destinazione arrivasse da loro!”

Prima di smontare questa considerazione occorre fare una premessa: la Terra non ruota velocemente. Nonostante le 1000 mph (1600 km/h) – che esprimono la velocità tangenziale equatoriale della Terra – la velocità effettiva del pianeta è di un giro/24h. Avevo già parlato nel precedente articolo sulla Terra piatta dell’assurdità di considerare la rotazione della Terra sulla base di una misurazione di per sé relativa quale la velocità tangenziale.

Ciò premesso passiamo ad analizzare la questione.

Tutto ciò che si trova all’interno dell’atmosfera terrestre si muove con la Terra stessa. Del resto è la stessa cosa che avviene su un mezzo di trasporto: sopra una nave in movimento vi verrà facile lanciare un sasso verso prua. Non avrete bisogno di lanciarlo ad una velocità superiore a quella della nave, dato che sia voi che il sasso vi muovete già alla stessa velocità della nave, trovandovi sopra di essa. La velocità del mezzo di trasporto non vi è di alcun impedimento per i vostri movimenti, poiché state già muovendovi con esso, alla sua stessa velocità. Ad impedirvi i movimenti possono essere altri fattori, quali vento, pioggia o una forte accelerazione, ma mai la velocità in sé.

Per ciò che si trova nell’atmosfera è ancora più semplice. Che siano aerei o insetti, possono alzarsi in volo senza che la velocità rotatoria della Terra sia un impedimento, considerando che si stanno già, di base, muovendo col pianeta.

Per la medesima ragione non è possibile rimanere fermi in aria, aspettando che, al di sotto, la Terra si sposti: decollando da Terra, anche a mezz’aria la velocità base sarà uguale a quella del pianeta. Tuttavia tale fenomeno ha un limite, ed in effetti, dopo un tempo considerevole a mezz’aria, capiterebbe di non seguire completamente la rotazione terrestre.

Vi sono altre argomentazioni di Dubay che vorrebbero contestare la sfericità terrestre sulla base di una rotazione troppo veloce. Dubay, ad esempio, afferma che gli aerei dovrebbero muoversi ad oltre 1600 km/h se vogliono andare verso est (di nuovo con sta velocità tangenziale). Queste considerazioni non trovano fondamento considerati i due punti superiori.

4 – IL SOLE E LA LUNA BRILLANO ENTRAMBI DI LUCE PROPRIA

Le prossime “prove” della Terra piatta sono numerate da 131 a 135 da Dubay nel suo famoso libro (potete leggerle qui) e riguardano le proprietà della Luna e del Sole. Tenetevi pronti perché certe considerazioni raggiungono un livello di opinionismo decisamente imbarazzante. Qui si cerca davvero di negare l’evidenza per dar credito ad assurdità smentibili da chiunque con l’osservazione amatoriale (si trovano telescopi anche a 50 euro ragazzi, compratevene uno e guardatele coi vostri occhi le cose).

In sintesi Dubay afferma questo: Sole e Luna sono delle stesse dimensioni e si muovono sopra la Terra piatta senza mai scendere. La luce del Sole è calda e accogliente, capace di dare vitalità, prosperità per i raccolti e accrescere i falò; la luce lunare, al contrario, è fredda, sterile, capace di far marcire e putrefarre cadaveri e cibo e di estinguere falò. Addirittura la luce della Luna sarebbe più fredda delle zone in ombra. La Luna – sempre secondo i terrapiattisti – non è un corpo sferico illuminato dal Sole ma un cerchio dotato di autoilluminazione che può diventare semi-trasparente (sì, avete letto bene). Inoltre Dubay ritiene che sia stata data dimostrazione della non sfericità della Luna.

Vi giuro che tali considerazioni mi lasciano basito. Andiamo per gradi.

Con l’alba e il tramonto si vede chiaramente che il Sole e la Luna ‘salgono’ quando sorgono e ‘scendono’ quando tramontano, difficile per due oggetti che – a detta dei terrapiattisti – dovrebbero ruotare sopra di noi sempre alla stessa distanza.

La luce implica calore, vorrei capire come può, per i terrapiattisti, esistere quindi una luce “fredda”, oltre che sterile e putrefacente. Se il concetto stesso di luce è strettamente collegato a quello di calore occorre davvero spiegare perché non possa esistere una luce più fredda dell’oscurità? Mi domando, inoltre, come mai questa luce fredda dovrebbe avere proprietà putrefacenti mentre il ghiaccio, molto più freddo, abbia invece proprietà conservative.

Passiamo al successivo punto di questa analisi: La Luna sarebbe un cerchio dotato di illuminazione propria e talvolta semi-trasparente. A volte le opinioni personali riescono davvero a distorcene pure la realtà più evidente. La luce della Luna è un riflesso della luce solare, questa è una verità che si può evincere dalla semplice osservazione del nostro satellite, non occorrono strumenti sofisticati e costosi per appurare questa realtà, basta un telescopio amatoriale o un semplice zoom digitale da collegare ad uno smartphone. Con questi semplici mezzi di osservazione si possono vedere chiaramente i crateri della Luna – residui di vari impatti – i quali escludono che il satellite possa essere un cerchio bidimensionale.

Inoltre in molti crateri si vedono zone in ombra. Come si spiegherebbe la presenza di ombre in un oggetto che brilla di luce propria? E qui si capisce che la Luna non può essere auto-illuminata, ma che brilla di luce solare. Quella qui sotto è una foto della Luna scattata da me personalmente, non nitidissima, lo ammetto, ma si notano le ombre dei crateri.

A voi sembra un disco bidimensionale o una sfera?

Preferisco evitare di perdere tempo e consumare la tastiera per dimostrare che la Luna non è semi-trasparente.
In che modo, dunque, sarebbe stata data dimostrazione della non sfericità della Luna?
Passiamo oltre.

5 – PIU’ VICINI IN INVERNO, PIU’ LONTANI IN ESTATE

L’ultima argomentazione terrapiattista rappresenta uno di quei dubbi il cui quesito contiene già la risposta che si cerca.

“I sostenitori del modello eliocentrico affermano che il cambio delle stagioni è dovuto alla ‘inclinazione assiale’ della palla-Terra e della sua ‘orbita ellittica’ attorno al Sole, ma il loro erroneo modello attuale ci vuole più vicini al Sole (a 91.400.000 miglia) in Gennaio quando in realtà è inverno, e più lontani (a 94.500.000 miglia) in Luglio quando di fatto è estate nella maggior parte del mondo.”

Come evidenziato dallo stesso Dubay, l’odierna astronomia afferma che il cambio delle stagioni è influenzato dall’inclinazione della Terra e dalla distanza dal Sole. Tuttavia per contraddire l’alternanza delle stagioni del modello eliocentrico lo stesso Dubay considera solo la distanza Sole-Terra, fregandosene dell’appena citata inclinazione della Terra.
Perché, dunque, in inverno fa più freddo se siamo più vicini al Sole? Perché la Terra in quel periodo è inclinata in modo tale che i raggi solari ci raggiungono diagonali, in estate l’inclinazione terrestre, invece, vuole che i raggi solari ci raggiungano in maniera più diretta e incisiva.

E’ un concetto difficile? in realtà no: mettiamo una mano sopra la fiamma di un accendino e poi mettiamola di fianco alla fiamma, più vicina. La mano verrà riscaldata di più quando sarà sopra, anche se più lontana, piuttosto che di fianco, dove la fonte di calore non è diretta ma parallela alla mano. Questo banalissimo esempio, ripetibile da chiunque, dimostra che il riscaldamento non è determinato solo dalla vicinanza alla fonte di calore.

In estate saremo pure più lontani, ma i raggi solari arrivano a noi belli diretti.

E con questa, anche per stavolta, abbiamo finito. Spero che a leggere queste belle prove sulla Terra piatta non vi siate lasciati influenzare dalle argomentazioni. Prometto che torneremo ad occuparci di questa corrente di pensiero. La Terra piatta e le sue prove sono argomenti curiosi da approfondire bene, sempre nella speranza di far rinsavire qualcuno.

A proposito di Giulio Dino De Bartoli

Classe 89. Laureato presso la LUMSA di Palermo. Ha svolto mansioni di operatore segretariale presso un noto studio legale di Marsala nel quale ha anche svolto la pratica forense. Abilitato alla professione di avvocato il 18 ottobre 2018, iscritto all'albo del Tribunale di Marsala dal 12 febbraio 2019

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