VINCENZO SAMMARTANO – Negli ultimi anni il dibattito politico italiano si è concentrato su immigrazione, tasse, pensioni e politica estera. Eppure il vero tema strategico per il futuro del Paese è un altro: l’alto costo dell’energia.
I dati dei mercati elettrici all’ingrosso mostrano un divario sempre più evidente tra l’Italia e gran parte dei suoi concorrenti europei. Il costo medio dell’elettricità si attesta intorno ai 55-60 €/MWh in Francia, poco sopra i 55 €/MWh in Spagna, circa 100 €/MWh in Germania e oltre 120 €/MWh in Italia.
Il nostro Paese continua così a collocarsi stabilmente tra quelli con l’energia più costosa d’Europa.
Le conseguenze sono evidenti. Quando un Paese paga l’elettricità molto più dei propri concorrenti, l’intero sistema produttivo perde competitività. Diventa più difficile attrarre investimenti esteri e competere sui mercati internazionali, con effetti negativi sulla crescita economica.

La ragione principale di questi costi elevati risiede nel modello energetico italiano. L’Italia continua a dipendere in misura significativa dal gas naturale per la produzione di energia elettrica. Di conseguenza, il prezzo dell’elettricità resta fortemente legato all’andamento del gas importato dall’estero.
Francia e Spagna hanno invece sviluppato modelli differenti.
La Francia beneficia di uno dei più grandi parchi nucleari del mondo, che garantisce una produzione continua e relativamente stabile nei costi. La Spagna, pur mantenendo operative le proprie centrali nucleari, ha investito con decisione nelle energie rinnovabili, soprattutto nel solare e nell’eolico, riuscendo spesso a contenere i prezzi dell’energia.
Nel frattempo il fabbisogno energetico italiano ed europeo è destinato ad aumentare.
L’elettrificazione dei trasporti, la crescita dei data center, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, la digitalizzazione dell’economia e la trasformazione dei processi industriali richiederanno quantità sempre maggiori di energia elettrica. Le reti dovranno sostenere carichi che fino a pochi anni fa erano difficilmente immaginabili.
In questo contesto, la disponibilità di energia a costi competitivi diventa una questione strategica. Per questo il dibattito energetico dovrebbe uscire dalle contrapposizioni ideologiche e concentrarsi sulle soluzioni concrete.
Le fonti rinnovabili devono continuare a crescere. Solare ed eolico rappresentano una risorsa fondamentale e sempre più competitiva. Tuttavia la loro natura intermittente richiede sistemi di accumulo, reti intelligenti e fonti programmabili in grado di garantire continuità di produzione quando il sole non splende e il vento non soffia.
Il gas continuerà probabilmente a svolgere un ruolo importante ancora per molti anni, ma non può rappresentare l’unica risposta. Allo stesso modo, il nucleare non può essere escluso dal dibattito per ragioni esclusivamente politiche o emotive.
La vera sfida per l’Italia non è scegliere una sola tecnologia. È costruire un mix energetico equilibrato che garantisca energia sicura, sostenibile e soprattutto competitiva.




























