Il “Board of Peace” per Gaza e l’ambiguità italiana dell’“osservatore protagonista”

Data:

“Board of Peace”. Al vertice Donald Trump, con poteri pressoché assoluti: può invitare nuovi membri, esercitare il veto su ogni decisione e controllare l’intera architettura dell’organismo.

Tra i Paesi partecipanti figurano Turchia, Qatar, Giordania, Arabia Saudita, Indonesia, Emirati Arabi Uniti e Argentina. In Europa hanno aderito soltanto Bulgaria (in attesa di ratifica) e Ungheria.

Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Norvegia hanno scelto di non aderire. La Santa Sede ha espresso la propria contrarietà e non parteciperà.

Diversa la posizione del governo guidato da Giorgia Meloni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di partecipazione “da protagonisti, ma come osservatori”.

L’osservatore non ha poteri deliberativi, non vota, non determina l’esito delle decisioni. È presente, ma non incide. Più che protagonismo, è una presenza simbolica che espone l’Italia a rischi di dignità e di immagine senza garantire influenza.

Il primo effetto politico è stato immediato: l’immagine dell’Italia seduta accanto alla leadership israeliana in un contesto segnato da accuse gravissime sul piano internazionale.

Israele è infatti parte in un procedimento davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. I numeri della guerra secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie di Gaza e ripresi da agenzie ONU, dall’ottobre 2023 al 2024 si stimano 70.000 morti in larga parte civili. Tra questi, più di 13.000–15.000 bambini. I giornalisti uccisi sono stati oltre 100–120, uno dei bilanci più gravi per la stampa in un conflitto contemporaneo.

In questo contesto, sedere allo stesso tavolo con esponenti che hanno evocato il trasferimento della popolazione palestinese dalla Striscia alimenta un quadro politico molto pesante per l’immagine italiana.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

Condividi artiolo:

Newsletter

Popolari

Articoli correlati
correlati