venerdì , 20 Maggio 2022

Giornata mondiale della Terra dilaniata dalle bombe

Oggi, 22 aprile, si celebra la Giornata mondiale della Terra. Nel periodo storico attuale, però, gli occhi del mondo sono puntanti sulla Russia e l’Ucraina. Un conflitto che non conosce alcuna forma di negoziazione o tregua ma continua senza sosta, disseminando morti, tra i civili e i militari. Una guerra che distrugge case, spazza via i tetti e un numero incalcolabile di vite innocenti, macchiando di sangue le strade, le case e le mani dei carnefici che impugnano le armi che non smettono di sparare.

Un terreno che si sgretola lentamente sotto ai piedi di chi fugge e di chi rimane in Ucraina, su cui non possono mai germogliare i semi della vita e del futuro ma si accatastano macerie e corpi inermi che chiedono giustizia, senza uno spiraglio di luce e di aria per chiedere aiuto dentro cumuli e bombardamenti. Mentre i russi continuano disseminare le bombe che dal cielo uccidono donne e bambini, qualcuno riesce a aggiungere la frontiera, altri invece rimangono uccisi mentre tentano la fuga e hanno ancora le valige in mano. Speranze cristallizzate per sempre negli occhi che invocano la salvezza in quell’attimo che viene intettorro improvvisamente da uno sparo che arriva da lontano e cancella tutto. Molti cittadini ucraini vengo uccisi dalle bombe o dai cecchini. Durante la guerra è impossibile coltivare il seme del futuro; non possono farlo i civili e neppure i giovani militari che vengono mandati a morire inconsciamente dai loro aguzzini dittatori. Nessuno può farlo, neppure quei paesi che guardano tutto da lontano, convinti di essere spettatori indiretti ma invece ne subiscono le ripercussioni sul fronte economico.

“Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra”  asseriva Margherita Hack. Invocare la pace è indubbiamente lo strumento migliore per vivere serenamente. Tutti la vogliono e la invocano. Sono tanti gli ucraini che sono stati prepotentemente sradicati dalla quotidianità come fiori dalla terra per colpa di Putin. Uomini, donne e bambini che sono stati costretti a fuggire dalla loro casa e mettersi al sicuro in altri luoghi, senza foglie né radici ma con la speranza di crescere nuovamente e riscrivere tutto, sperando che il nemico non possa tornare a colpirli.



A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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