martedì , 24 Novembre 2020

“A Scurata”, il canto delle Vestie di mare con i Virginia Gold

Foto: Gaspare Pizzo

“Vestie di mare” è lo spettacolo andato in scena nell’ambito della rassegna “a Scurata, cunti e canti al calar del sole – Memorial Enrico Russo”, organizzata dal MAC – Movimento Artistico Culturale, nella splendida cornice delle Saline Genna. Testo e regia di Nicoletta Vaiarello e musiche dei Virginia Gold, con la direzione musicale curata da Andrea Russo. Il testo dello spettacolo si è rivelato sin da subito permeabile con il luogo in cui è stato rappresentato. La storia del mare e degli esseri umani, quel legame viscerale che li lega a quelle acque tanto gelide quanto impetuose, tanto calde quanto imperfette e avvolgenti. Quello con il mare rappresenta per i siciliani un rapporto viscerale. I siciliani, popolo forte che osserva l’orizzonte che separa i confini. Noi che ci sentiamo padroni di un’isola impregnata di storia e dolore scavato tra le pietre bruciate dal sole. Tante braccia hanno accolto e salvato la vita oltre l’orizzonte, tante altre braccia ancora hanno trasformato e smussato gli angoli di una cultura sempre pronta alla conoscenza.

Foto: Gaspare Pizzo

Nicoletta Vaiarello ha creato tre figure ibride: Minica, Resina e Maruzza. Tre donne che hanno stretto un patto con Calypso ma che rimangono intrappolate in una grotta dove il mare lentamente cancella i loro ricordi fino a svuotare la loro vita, trasformando la loro salvezza in una vera e propria condanna. Una libertà che pagheranno a caro prezzo, proprio come accade nella vita vera di tutti i giorni, quando si lotta per la libertà che spesso viene negata, per la salvezza e si cerca in ogni modo come quando si attraversa il mare impetuoso in cerca di un approdo. Il mare: filo conduttore che unisce e separa, che avvolge e inghiotte nel profondo degli abissi, fino a cancellare ogni traccia. Non sempre ci sono canti melodiosi nella vita reale e neppure sirene pronte a rievocare ricordi lontani. Ci sono invece i pesci e i grandi amori perduti che continuano a vibrare, sempre, talvolta fuori dal mare e in molti casi si spengono nel silenzio di una tempesta, senza una mano che li possa salvare da una morte certa.

Foto: Gaspare Pizzo

  

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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