
Il 70esimo anniversario della Liberazione è stato diverso, particolare. Unico. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato da solo all’Altare della Patria, indossando una mascherina. Ha celebrato così il 25 aprile, in piena emergenza Coronavirus, in piena pandemia, mentre il paese non festeggia, non si riunisce e non espone cartelloni in piazza. C’erano soltanto due corazzieri in cima alla scalinata del Vittoriale che stavano aspettando il presidente Mattarella –anche loro indossavano le protezioni – e hanno deposto una corona al “Milite ignoto” che rappresenta tutti coloro che sono caduti nel secondo conflitto mondiale e mai identificati. Tre note –suonate da un trombettiere dei Carabienieri- hanno spezzato il silenzio spettrale di un 25 aprile che difficilmente l’Italia dimenticherà. La scorta non è salita con Mattarella, no. E’ rimasta a distanza, mentre il Presidente ha omaggiato in una forma quasi privata e senza le autorità civili e militari il “Milite Ignoto”. Il momento della deposizione della corona di fiori è stato solenne, che rimarrà nella storia, infatti, Mattarella ha tolto la mascherina soltanto in quel momento. L’Italia non potrà mai dimenticare il sangue innocente versato lungo le strade, nei campi di sterminio o tra le montagne e che ha macchiato per sempre la memoria storica di un paese che ha dovuto lentamente rialzarsi attraverso la nuova primavera repubblicana. “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”, asseriva Sandro Pertini il 25 aprile del 1945 mentre proclamava lo sciopero generale.



























