lunedì , 27 Giugno 2022

Coronavirus. La passeggiata fuori, senza comprovata esigenza, è reato

Come già sappiamo ormai, date queste settimane di quarantena finalizzate a prevenire il coronavirus, è fatto obbligo a tutti di rimanere nelle proprie abitazioni. Già da un paio di settimane sono vietate le uscite senza comprovate ragioni di necessità. Mentre fino a pochi giorni fa era possibile svolgere attività fisica all’aperto, completamente da soli, ora anche queste attività saranno punite. Anche la semplice passeggiata fine a sé stessa è da evitare.
Se fermati, è fatto obbligo di compilare e sottoscrivere il modulo di autocertificazione fornito dalle forze dell’ordine.
Il mancato rispetto delle restrizioni previste dall’autorità governativa per debellare il coronavirus comportano date sanzioni, lo stesso per le dichiarazioni mendaci sul modulo autocertificativo.
Abbiamo già anticipato (qui) quali reati si integrano in questi casi. Considerato l’elevato numero di denunce in tutto il territorio nazionale -circa 50.000 -, le quali hanno superato persino il numero di contagi, effettuate a discapito di chi non rispetta le direttive imposte dal Governo al fine di limitare l’epidemia del Coronavirus, è il caso di vedere più nel dettaglio queste fattispecie di reato.

Art. 495 c.p.: Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri.

Il primo comma del presente articolo sancisce “Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni.” (art 495 c.p.)

Analizziamo attentamente questo articolo, cosa si intende in particolare con identità e qualità personali? Il concetto di identità è meramente collegato alla nostra individualità e può intendersi come il possesso di tutti i dati personali che caratterizzano un individuo.
Con riferimento al concetto di qualità, al fine di individuare attentamente quali dichiarazioni siano o meno lecite, è intervenuta la Corte di Cassazione affermando che

“Nella nozione di qualità personali rientrano gli attributi ed i modi di essere che servono ad integrare l’individualità del soggetto, e cioè sia le qualità primarie, quali sono quelle concernenti l’identità e lo stato civile delle persone, sia le altre qualità che pure contribuiscono ad identificare le persone, quali la professione, la dignità, il grado accademico, l’ufficio pubblico ricoperto e simili” (Cass. Sez.V, n. 4426/1998).

Perché si configuri la condotta delittuosa prevista dall’art. 495 c.p. è necessario che il soggetto si attribuisca, quindi, nel modello di autocertificazione, qualità di cui non è in possesso (mentendo ad es. sulla propria professione) o neghi di essere in possesso di date qualità. Non ha alcuna rilevanza, per la configurabilità del reato, l’attendibilità delle dichiarazioni mendaci e, quindi, la loro capacità di trarre effettivamente in inganno.
Tale reato è punito con la reclusione da uno a sei anni. Se chi lo commette è imputato o indagato per altro reato, la reclusione non può essere inferiore a due anni (art. 495 comma 2 c.p.).

Art. 650 c.p.: Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

“Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.” (art. 650 c.p.)

La norma descrive una contravvenzione che si adegua, per ovvi motivi, alla situazione attuale. Inutile dire quali siano le ragioni di sicurezza pubblica e di igiene che giustificano l’emanazione dei cedreti del Presidente Conte.
Secondo recentissimi dati la situazione sembra stia migliorando, sarebbero infatti scesi sia il numero dei decessi che dei contaggi, ma si invita comunque, tutti i cittadini italiani al rispetto dei DPCM.
Capisco la monotonia di stare settimane consecutive nella propria abitazione, ma meglio starsene a casa propria (con le proprie comodità), che rischiare tre mesi in arresto per una passeggiatina con gli amici, non trovate? Senza contare il rischio di essere contagiati dal coronavirus.
Ricordatevi che l’inosservanza dei DCPM è REATO e come tale sarà punita.

A proposito di Giulio Dino De Bartoli

Classe 89. Laureato presso la LUMSA di Palermo. Ha svolto mansioni di operatore segretariale presso un noto studio legale di Marsala nel quale ha anche svolto la pratica forense. Abilitato alla professione di avvocato il 18 ottobre 2018, iscritto all'albo del Tribunale di Marsala dal 12 febbraio 2019

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