Il 3 ottobre 2014 se ne andava una figura conosciuta e stimata da tanti a Marsala. Un uomo che, attraverso il suo lavoro, lo sport e la radio, aveva saputo lasciare un segno profondo nella città.

Restauratore di mobili antichi di grande fama, era conosciuto non soltanto per la sua professionalità e per la passione con cui custodiva e restituiva vita a pezzi di grande valore, ma anche per il suo impegno nel mondo dello sport. Per tanti anni fu dirigente del Marsala 1912 e, attraverso le trasmissioni radiofoniche che conduceva sulle frequenze di Radio Azzurra Marsala, raccontò e accompagnò una parte importante della vita sportiva marsalese. Per tutti è diventato, a buon diritto, una sorta di memoria storica del Marsala Calcio.
Per me, però, era prima di tutto mio padre.
Il nostro è stato un legame fortissimo. Da bambino l’ho conosciuto come un papà tutto d’un pezzo, autorevole, presente, capace di trasmettere valori e insegnamenti. Poi, crescendo, qualcosa è cambiato: quel rapporto si è trasformato in una vera amicizia. Abbiamo condiviso esperienze, passioni, momenti belli e difficili, costruendo un rapporto che con gli anni è diventato ancora più profondo fino alla sua malattia in cui sono stato accanto a lui fino all’ultimo suo respiro.
La sua assenza, a dodici anni dalla sua morte, è ancora forte. Ci sono giorni e momenti in cui si sente più di altri. E questo è proprio uno di quei periodi della mia vita in cui mi sta dando una vera lezione comportamentale, ricordandomi di esprimere l’umiltà, la sincerità, l’altruismo, la signorilità, la positività e il coraggio di andare avanti davanti soprattutto davanti alle difficoltà che ci mette davanti la vita, tutto attraverso quei piccoli segnali che riesce ancora a mandarmi.
Perché un padre può non esserci più fisicamente, ma continuare a essere una guida. Soprattutto nei momenti difficili.
E oggi, 3 ottobre, il ricordo va inevitabilmente a lui: all’uomo conosciuto da una città intera, al professionista, all’uomo di sport, alla voce della radio. Ma soprattutto a mio padre, che con il tempo è diventato anche uno dei miei più grandi amici.
La sua storia appartiene a Marsala. Il suo insegnamento, invece, appartiene per sempre a me.




























