sabato , 13 Luglio 2024

JACKY ICKX: COME SEPPI USARE L’IRONIA PER CAMBIARE LA STORIA

Ogni sport gode della bellezza irresistibile di un evento legato ad una gara speciale che più delle altre gode di un prestigio unico nel suo genere. L’automobilismo ovviamente non è da meno e ogni categoria vanta la presenza annuale di un evento speciale, una gara speciale dove l’interesse e l’attesa dura per tutto l’anno in un percorso di preparazione maniacale del dettaglio che la rende ancora più seguita da appassionati di tutto il mondo.

La corsa della 24 ore di Le Mans, nata nel 1923 e che si disputa a giugno, rappresenta la punta di diamante dello sport automobilistico per via della sua eccellenza e della sua magnifica presentazione. Le Mans è un piccolo paese in Francia che ospita a pochissima distanza un circuito di circa 13 chilometri chiamato Sarthe dove ogni anno si tiene una corsa speciale legata al campionato del mondo Endurance della durata di ben 24 ore.

La gara inizia alle 15 del sabato per concludersi ininterrottamente alle 15 della domenica. Endurance equivale a durata e questa caratteristica è riferita a prototipi in grado di sostenere una corsa di tale durata. La gara vede la partecipazione di diverse cilindrate di vetture suddivise in diversi gruppi e categorie che insieme corrono nello stesso circuito nonostante le diverse velocità.

Le “barchette” ossia le attuali LMP (Le Mans prototype) sono vetture tra le più veloci al mondo in campo automobilistico e sono seguite da altre categorie come le GT (Gran Turismo). I team, in media, mettono in campo tre vetture con tre piloti per ogni vettura che a turno correranno l’intera gara nella speranza che la loro gestione del mezzo e l’affidabilità della vettura li porti dritti alla conclusione della corsa; impresa non facile ma fisicamente estenuante dove la vittoria garantisce l’iscrizione del proprio nome e di quello della vettura nell’albo d’oro della 24 ore di Le Mans, meta e sogno esclusivo di piloti e team che preparano e testano la vettura per un intero anno in attesa di un vento legato apparentemente a sole 24 ore.

Una vittoria a Le Mans rappresenta sempre il punto più alto della carriera di un pilota automobilistico.

Ogni anno il paesino di Le Mans richiama migliaia di appassionati da tutto il mondo e la cittadina stessa fonda la prima fonte di introito proprio dal turismo che ne segue con feste, parate delle vetture e concerti già da metà settimana prima delle qualifiche del venerdi che detteranno la griglia di corsa.

Il team che nella storia di questa gara vanta più vittorie è la Porsche ma nel 1969 anche altre prestigiose case automobilistiche potevano vantare di avere un reparto corse in grado di costruire bolidi memorabili di enorme potenza e bellezza come la Ford, Matra, Alpine, Alfa Romeo, Fiat Abarth etc.

Una magnifica gara che ha sempre posto l’elemento spettacolo come condizione basilare del tutto irrinunciabile e la partenza stessa lo dimostrava.

Poco prima del via tutte le vetture erano schierate nel lato destro del circuito e i piloti nel lato sinistro. Al via i piloti in corsa attraversavano la strada, balzavano sulla propria vettura, avviavano il motore e in corsa si immettevano nel rettilineo centrale iniziando cosi la propria gara.

Come fosse l’avvio di una corsa di atletica leggera, la distanza da percorrere per raggiungere la propria vettura non era certamente lunga e il risultato che si otteneva era una sorta di improvviso e pericoloso ingorgo in prossimità della prima curva.

La sicurezza della vita dei piloti ancora non rappresentava una priorità e si accettava il rischio di incidenti e di mortalità come “pegno eroico” da accettare che conferiva spessore e onore ai piloti che mostravano il proprio coraggio quasi a vantarsene.

Il pilota belga Jacky Ickx no. Lui amava l’automobilismo e in Formula 1 aveva abbondantemente espresso il proprio valore e il proprio talento ma di morire certamente non ne aveva voglia e spesso i suoi appelli e le sue richieste di attenzione maggiore per l’incolumità dei piloti rimanevano in sordina e allora in quell’anno decise di stupire tutti con un gesto ironico che cambiò la storia.

Al via, mentre gli altri piloti corsero verso la propria vettura, Ickx, a passo d’uomo, raggiunse la propria vettura, salì e avviò il motore con calma e in coda al resto dei piloti iniziò la sua corsa; corsa che infatti vide un incidente proprio al primo giro e che già evidenziava solo da questo quanto Ickx avesse ragione riguardo la pericolosità di un avvio cosi affollato. Quando dopo 24 ore la sua GT40 Chassis 1075 e quella del compagno di scuderia Jacky Oliver vinsero la gara decretarono un punto di svolta importante perché la direzione decise di abolire quella modalità di partenza ritenuta finalmente troppo inutile e pericolosa.

La sua ironica passeggiata rappresentò forse il miglior messaggio più convincente di mille discorsi a voce, di mille parole al vento. Sordi dinanzi al fatto che passare per primi alla prima curva non poteva mai offrire garanzia di vittoria per una gara la cui durata era di ben 24 ore.

A proposito di Paolino Canzoneri

Paolino Canzoneri nato a Noto (SR) nel 1966 e residente a Palermo. Giornalista iscritto presso l’Albo dei Giornalisti di Sicilia. Da diversi anni collabora con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali con commenti, analisi e riflessioni di attualità, politica, economia, sport e musica con un occhio puntato a Sud. Il suo giornalismo rispecchia un’enclave culturale indipendente e trasversale del pensiero critico ma moderato con introspezioni aventi lo scopo di stimolare per quanto possibile la percezione del presente cercando di offrire una visione cristallina e fedele della realtà.

Vedi anche

FESTA PER LE ESORDIENTI FEMMINILE DELLA PALLACANESTRO MARSALA

Si è tenuta ieri sera presso la pizzeria Sireno a Marsala la festa di fine …