I carabinieri del ROS hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di via Sant’Anna, a Casa Santa, dell’ex primario dell’ospedale di Castelvetrano, Francesco Burrafato, 85 anni, indagato dalla Procura di Palermo per favoreggiamento aggravato dall’aver agevolato Cosa nostra.
L’attività investigativa rientra nell’inchiesta sulla rete di sostegno che avrebbe favorito per anni la latitanza del boss Matteo Messina Denaro.
Secondo gli inquirenti, Burrafato sarebbe il presunto “Parmigiano”, nome in codice riportato in alcuni pizzini trovati nel covo del capomafia dopo il suo arresto. In uno di questi messaggi, indirizzato alla sorella del boss, Rosalia Messina Denaro, si farebbe riferimento alla richiesta di un prestito di 40 mila euro, da consegnare in più tranche attraverso un intermediario.
Le perquisizioni sono finalizzate all’acquisizione di documenti, dispositivi informatici e altri elementi ritenuti utili per chiarire l’eventuale ruolo dell’ex medico nella presunta rete di supporto al boss.
Le accuse sono attualmente nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere verificate nel corso dell’eventuale procedimento giudiziario.




























