VINCENZO SAMMARTANO – Siamo stati tra i primi portali di informazione a parlarne in modo costante. Dalle pagine di Trileggo abbiamo raccontato, nei mesi passati, ciò che stava accadendo prima a Gaza e poi in Cisgiordania. Abbiamo inoltre evidenziato i rischi della guerra che si stava profilando tra Stati Uniti e Iran, sotto un’attenta regia israeliana.

Abbiamo parlato di Francesca Albanese, criticata da molti esponenti della destra perché raccontava una verità che oggi è sotto gli occhi di tutti. Una verità esplosa con le operazioni israeliane e statunitensi in Iran, definite da molti — inclusa la premier Meloni — un attacco illegittimo contro il diritto internazionale.
Abbiamo parlato della flottiglia, soffermandoci su semplici riflessioni che, evidentemente, i nostri governanti non hanno saputo o voluto cogliere. La flottiglia voleva aprire uno squarcio non solo nelle acque internazionali di Gaza, ma soprattutto nell’opinione pubblica, spesso polarizzata da tifoserie di destra e di sinistra. Eppure, la storia insegna che non dovrebbe esserci polarizzazione quando si tratta della vita di persone inermi, specialmente dei bambini, troppo spesso vittime della violenza.
Abbiamo parlato del Grande Israele, il sogno nascosto dei sionisti israeliani: un sogno nascosto, ma non troppo. Ci siamo soffermati anche sulle continue violenze dei coloni nel territorio della Cisgiordania.
Abbiamo riportato le testimonianze di medici appartenenti a diverse organizzazioni non governative, che descrivevano nei dettagli attacchi mirati contro i civili.
Eppure, molte nazioni occidentali, ad eccezione della Spagna, hanno sostenuto direttamente o indirettamente ciò che il premier Netanyahu stava portando avanti, ricorrendo alle armi e alla violenza.
L’Italia della premier Meloni si è allineata agli Stati Uniti d’America del presidente Trump, subordinando la sovranità e il ruolo italiano nel Mediterraneo agli interessi israeliani e statunitensi. La premier Meloni si è svegliata solo quando il petrolio ha superato i 100 dollari al barile e quando Trump ha oltrepassato quei limiti morali che Giorgia Meloni sperava non venissero superati. Ci riferiamo alle dure parole rivolte al Papa, ma anche agli speronamenti e agli spari contro veicoli militari italiani da parte degli stessi militari israeliani.
A questo punto, termini come “genocidio” e “pulizia etnica”, che la destra non ha mai voluto utilizzare, sono diventati parole capaci di descrivere ciò che sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania da troppo tempo, nel silenzio dell’opinione pubblica europea.
Un’opinione pubblica che si è risvegliata solo quando il costo dell’energia è aumentato e lo Stretto di Hormuz è stato chiuso, rendendo il mondo occidentale sempre più debole e dipendente dal petrolio.
Speriamo che dalle pagine de L’Espresso, che hanno suscitato l’ira del governo israeliano, nasca una nuova consapevolezza di ciò che sta effettivamente accadendo in Medio Oriente e dei rischi che l’Italia potrebbe subire.
Auspichiamo una nuova politica che, al di là delle divisioni tra destra e sinistra, sappia comprendere in anticipo le dinamiche geopolitiche e mettere in primo piano il benessere della nazione e dell’Europa, rispetto a quello di alleati strategici ma eticamente e politicamente distanti come Stati Uniti e Israele.


































