sabato , 26 Novembre 2022

Missili in Polonia: la colpa non è mai di nessuno

Lavoravano da 22 anni presso l’Agricom, un’azienda che sin dagli anni novanta si occupava della coltivazione di 800 ettari di terra e lo stoccaggio di mais e grano. Il missile piovuto dal cielo in Polonia ha colpito l’area in cui venivano stoccati i cereali. Sarebbe stato distrutto anche un trattore con rimorchio ma non è importante. Non importa questo dettaglio. Non interessa niente a nessuno del trattore distrutto. Si tratta di una nota a margina di fronte ad una tragedia in cui hanno perso la vita due innocenti che stavano lavorando serenamente. Due persone dedite al lavoro, brave e amate da tutti. Vengono destritte così le due vittime del missile caduto in Polonia, al confine con l’Ucraina. Persone umili –raccontano nei quotidiani locali- dedite al lavoro e sempre disponibile con tutti. Chi li ha conosciuti li ricorda con affetto ma anche tanto dolore. Le famiglie sono distrutte perché hanno perso dei pilastri importanti nella loro vita. La paura è tanta ma adesso ci sono anche i figli da crescere, da accudire, a cui un giorno si dovrà spiegare che il padre è morto a causa di una guerra che coinvolge anche tanti civili innocenti.

Mentre in Polonia piovono bombe, tra Mosca e Kiev volano accuse reciproche su quanto accaduto, è stato definito “uno sfortunato incidente” e non un attacco contro la Polonia o la Nato. Nessun politico, nessun uomo di potere sembra essersi immedesimato in quella madre o moglie a cui hanno ammazzato un congiunto che stava semplicemente lavorando e che la sera avrebbe dovuto fare ritorno a casa. Nessuno lo ha fatto in Russia come in Ucraina, preferendo invece . Nessuno, nel corso di questo lungo conflitto, lo ha fatto per tutte e vittime torturate e uccise senza pietà perché hanno cercato di fuggire o semplicemente perché si sono opposte alla guerra. Questa è una guerra che non chiede scusa ma punta il dito e cerca il colpevole. Di chi è la colpa quindi? Non bisogna stupirsi se la politica o la società dei social, affamata di like e perbenismo facile, dovesse dire che la colpa è stata di quei poveri lavoratori che si trovavano con il capo chino a lavorare. Sono tante le case rimaste vuote a causa delle bombe, molte abbattute, altre diventate un cumulo di macerie che nascondono corpi inermi. Tante rimarranno vuote e tante ancora saranno le madri costrette a piangere i propri figli, per una guerra che non avrà mai vincitori ma soltanto bombe che cadranno dal cielo che cadranno sulla testa di onesti lavoratori. “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire” (Einstein)

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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