giovedì , 21 Ottobre 2021

Marsala, padiglione Covid: ripendono i lavori, in ritardo e con un progetto ridimensionato

Il ViceSindaco Avv. Paolo Ruggieri ha ufficialmente annunciato, tramite la sua pagina social, che sono ricominciati i lavori per la costruzione del padiglione per la cura delle malattie infettive di Marsala, all’Ospedale “Paolo Borsellino”. Si tratta, però, di un progetto totalmente diverso rispetto a quello presentato dall’amministrazione Grillo e che, in teoria, doveva essere pronto a maggio scorso. In un primo momento, infatti, si era parlato di una struttura che avrebbe dovuto ospitare oltre 100 posti letto. Oggi, invece, ospiterà soltanto 16 posti letto. Niente a che vedere con l’enorme padiglione di cui si era parlato e che era stato inaugurato con una grande festa nel dicembre scorso con la presenza dell’assessore regionale Ruggero Razza, buona parte dell’amministrazione comunale e la promessa che sarebbe stato pronto nel giro di pochi mesi. Così non è stato. Il cantiere è rimasto fermo, immobile per tanti mesi. Dopo diversi sit-it, interventi del Sindaco in cui diceva che se “entro un mese non dovessero cominciare i lavori, sarò lì a manifestare”. Ovviamente quel mese è passato e il Sindaco non è mai sceso insieme a manifestare. Sembrano lontani i tempi in cui sfilava a Marsala l’attuale Sindaco Grillo, insieme a Ruggero Razza, e paventavano l’ipotesi di trasformare il vecchio Ospedale San Biagio, ormai abbandonato a se stesso da anni, in una struttura dedicata al Covid. Il progetto doveva essere pronto entro ottobre ma, finita l’estate, non se ne fa nulla: l’edificio non è antisismico, quindi inagibile.

Oggi la domanda non è soltanto quella del tempo che verrà impiegato per la realizzazione del padiglione per la cura delle malattie infettive ma a questa se ne aggiunge un’altra: perché verrà realizzato? Serve davvero? A che cosa serve un progetto ridimensionato a 16 posti letto se già è in corso un progetto più grande, più ambizioso e che riguarda l’intera regione? Una domanda che sorge spontanea perché a Palermo è in corso un progetto per trasformare l’ex CTO (Centro traumatologico ortopedico), in via del Fante, di fronte allo stadio “Renzo Barbera”, in un centro infettivologico, che a detta del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci sarà “il più attrezzato della Sicilia”. Si tratta di un progetto che rientra nel Piano per il potenziamento della Rete ospedaliera dell’Isola, che ha voluto proprio il governo regionale. La struttura avrà 52 posti letto ordinari, 16 di terapia sub intensiva e 22 di rianimazione: “Sarà il Complesso infettivologico più attrezzato e importante della Sicilia e avrà sede a Palermo, ma servirà anche le altre province dell’Isola” ha dichiarato Musumeci. Perché investire su una struttura di soli 16 posti letto a Marsala quando la Regione ha già investito su un progetto ben più ambizioso su Palermo, che è stato definito dallo stesso Musumeci: “il più attrezzato e importante della Sicilia”’? Sarebbe stato più prioritario, per Marsala, mettere al passo la struttura ospedaliera con la tecnologia, incentivando così i medici a rimanere e pure i pazienti, senza dover scegliere altre strutture, dimostrando che che anche la Sicilia può rappresentare un’eccellenza in campo medico e non un porto di transito.

Il problema dell’Ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala continua ad essere lo scarso numero di medici: molti dei quali vanno via dopo circa sei mesi. Bisognerebbe chiedersi: perché? Qual è il problema? E la soluzione?  Il problema è che la struttura ha poca attrattiva, sia per i medici e sia per i pazienti. Molti posti messi in concorso non vengono coperti. In altri casi, i vincitori preferiscono cambiare luogo. Un giovane medico laureato, che professionalmente vuole crescere e imparare, non trova gli strumenti per farlo e quindi preferisce andare via. Qual è l’alternativa per il medico che finisce in un reparto dove non c’è la RMN oppure manca la medicina robotica? Rischia di dimenticare tutto ciò che ha imparato all’università. Lo stesso discorso vale anche per i pazienti che preferiscono curarsi al Nord Italia piuttosto che al Sud. La metà dei pazienti neoplastici preferisce curarsi al Nord. La medicina si è notevolmente evoluta nel corso degli anni ed è andata ben oltre l’incisione. Soltanto a Milano ci sono venticinque Robot, mentre in tutta la Sicilia soltanto tre. Il medico specializzato, che approda in questo angolo di terra, armato di buona volontà e con voglia di imparare, si trova di fronte un muro fatto di compartimenti stagno che non gli consentono di crescere e sviluppare le competenze acquisite dopo un percorso di studi lungo e pieno di sacrifici. Per tale motivo, dopo alcuni mesi, il medico specializzato è costretto ad andare via da Marsala o da altre strutture siciliane.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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