giovedì , 21 Ottobre 2021

Il musicista marsalese Giuseppe Lo Cicero e il tour estivo in giro per l’Italia: “un ritorno alla vita”. L’intervista

“La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo” recitava Platone. Giuseppe Lo Cicero è un pianista marsalese, docente e membro di prestigiose di giurie di concorsi nazionali e internazionali. Nel corso della sua esperienza concertistica, il Maestro Lo Cicero ha preso parte ad oltre 500 esibizioni in giro per il mondo, in cui ha raccolto consensi positivi da parte di pubblico e stampa. Proprio come asseriva il filosofo greco, la musica rappresenta un esercizio per l’anima perché riesce a creare un collante emotivo ed empatico unico tra l’esecutore e l’ascoltatore. L’esecuzione dal vivo rappresenta un momento particolare di forte empatia che non conosce confini o barriere emotive. Una testimonianza antica e profonda che diventa strumento di comunicazione diretta di emozioni e consapevolezza in cui ci si immerge all’interno di un mondo pieno di sfumature e insidie. La pandemia ha trasformato drasticamente questo linguaggio sonoro ed emotivo, modellando il rapporto viscerale e diretto che c’è sempre stato tra i musicisti e la platea. Oggi, seppur lentamente, sono ricominciate le attività concertistiche dal vivo. Il rapporto diretto con il pubblico, durante le esecuzioni concertistiche, è stato arginato dal distanziamento sociale e dalla mascherina. Tutto è cambiato rispetto a prima, necessariamente. Il Covid-19 ha creato delle barriere invidibili ma necessarie per contenere la propagazione di un virus che ancora non ha fermato la sua fosse corsa. La musica, invece, è rimasta immutata.

Noi abbiamo intervistato il Maestro Giuseppe Lo Cicero, che ci ha raccontato il suo tour estivo in giro per l’Italia nel corso di questi mesi estivi.

Maestro Lo Cicero, nel corso di questa stagione estiva appena trascorsa, lei è tornato sui palchi di numerose città italiane. Come sono andate le date in giro per l’Italia? Ce ne parli…
Il tour estivo è iniziato il 24 luglio da Alghero, dove ho suonato al Chiostro di S. Francesco, Il 5 agosto a  Caramanico Terme, il 19 al Teatro S. Antonio di Marina di Pietrasanta, il 21 alla stupenda Sala dei Notari del Palazzo dei Priori di Perugia.

Come mai ha deciso di partire in tour? Una scelta coraggiosa di questi tempi…
Avendo completato le due dosi di vaccino, ho deciso di riprendere l’attività concertistica  in quanto ritengo che le attività culturali siano una parte insostituibile del tessuto sociale. I concerti si sono svolti nel rispetto delle norme anti covid previste e ciò dovrebbe far maturare, alle diverse amministrazioni pubbliche, la convinzione che le manifestazioni pubbliche di carattere culturale possono e devono proseguire serenamente anche con attenta vigilanza.

Ha trovato una buona risposta da parte del pubblico?
Direi ottima. Le sale, sia all’aperto che al chiuso, hanno registrato il tutto esaurito  e molte persone non hanno potuto accedere ai concerti a causa delle limitazioni distanziali.

Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato nel suo mestiere e nel corso di questo periodo storico così difficile? Cosa le è mancato di più?
Le difficoltà incontrate sono legate ai protocolli di sicurezza emanati dal Governo centrale. Tutti gli operatori dello spettacolo sono stati fortemente penalizzati da questa serie di provvedimenti emanati, secondo il mio punto di vista, con scarso criterio. Un teatro non è uno stadio di calcio, ne una metropolitana o una scuola con centinaia di alunni. E’ molto più semplice controllare un teatro che tutto il resto. Naturalmente, quello che più mi è mancato è il contatto reale con il pubblico.

Cosa ha rappresentato per lei suonare ancora una volta dal vivo dopo una pausa prolungata a causa del covid?
Ha rappresentato un ritorno alla vita, un ritorno alla libertà, un ritorno alla possibilità di comunicare.

La ripartenza post-covid per il settore musicale è stata difficile. Lei come l’ha vissuta?
Posto che qualsiasi ripartenza post covid ha rappresentato le proprie difficoltà, ritorno a dire che nel settore teatrale e culturale in genere qualsiasi forma di rappresentazione -che non sia lo stadio con tremila persone- si può gestire nella massima sicurezza. Ovviamente non posso che aver attenermi alle regole, ma nello stesso tempo combattere per cambiarle.

Cosa si augura per il futuro?
Mi auguro che i nostri governanti prendano atto e coscienza che le attività teatrali e culturali in genere sono alimento indispensabile per lo spirito e per il miglioramento della qualità della vita , e no per ultimo un diritto sacrosanto dell’intera umanità. Auspico che si metta in atto con volontà ed impegno ogni possibilità di far rivivere le istituzioni culturali.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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