

Importanti novità sul caso di Denise Pipitone, la piccola scomparsa misteriosamente il 1° settembre 2004 da Mazara del Vallo. La Procura di Marsala ha iscritto nel registro degli indagati Anna Corona e Giuseppe Della Chiave per sequestro di persona. La notizia è stata resa nota dalla trasmissione “Quarto Grado”, condotta da Gianluigi Nuzzi. Lo stesso reato per cui Jessica Pulizzi fu assolta nei tre gradi di giudizio. Giuseppe Della Chiave, ricordiamo, è il nipote di Battista Della Chiave, il testimone sordomuto che lavorava in un magazzino da dove è partita la telefonata di pochi secondi ad Anna Corona. Nel corso della trasmissione si è parlato anche delle intercettazioni ambientali, che verranno analizzate dalla Procura con le nuove tecnologie con lo scopo di incrociare gli elementi riscontrati nelle indagini.
Un’altra novità riguarda gli accertamenti su un’autovettura bruciata e abbandonata che è stata rinvenuta in un luogo simbolo della scomparsa e poi ancora su un’altra autovettura da poco “attenzionata”. La notizia è stata resa nota da Milo Infante, giornalista e conduttore di Ore 14, che sta seguendo il caso di Denise Pipitone da vicino e che ha pubblicato sulla sua pagina facebook la foto di un’auto abbandonata. “Non facciamoci illusioni, nessuno dice che siano effettivamente quelle usate per rapire Denise. Ma sono compatibili con quelle indicate dal testimone della lettera anonima, e la segnalazione ci arriva da Mazara dove in tantissimi hanno raccolto l’invito di Piera Maggio e Pietro Pulizzi a raccontare una verità per troppo tempo negata. In queste ore stanno ultimando i riscontri, che verranno incrociati con quanto raccontato dai testimoni” –scrive il giornalista di Rai 2 nel suo messaggio aggiungendo– “Ci vorrà tempo, ma alla fine i colpevoli saranno smascherati. Chi ha visto o sentito non abbia paura. Chi ha elementi utili alle indagini non esiti a fornirli, chi ha tracciato una strada continui a fornire elementi preziosi che consentano a Piera di riabbracciare Denise”. Verranno effettuate le dovute verifiche sul telaio dell’autovettura per risalire all’ultimo proprietario per capire se l’abbandono dell’autovettura e la distruzione del mezzo è compatibile con la misteriosa scomparsa della piccola Denise.
Rimane alta l’attenzione sull’anonimo che il 12 maggio scorso ha inviato una missiva allo studio dell’Avvocato Giacomo Frazzitta. “ci sono elementi contenuti in essa che non conoscevamo. Non concentriamoci sempre e solo su Anna Corona e Jessica Pulizzi, dunque: abbiamo un quadro nuovo, interessante, dentro lo stesso puzzle. Non ci sono zingari o pedofili, ma nel puzzle compaiono altre figure. Era mezzogiorno, possibile che a Mazara del Vallo nessuno abbia visto niente?” Aveva riferito l’Avvocato Frazzitta in merito alla lettera. Si tratta di una lettera che fa riferimento alla presenza di più persone che sono a conoscenza della verità che sanno cosa è successo quel giorno, che fotografano una fase in cui Denise è viva e, secondo quanto afferma l’Avvocato Frazzitta, ci sono più persone a Mazara del Vallo che conoscono questa storia. Tanti testimoni oculari che da 17 anni tacciono, muovendosi nell’ombra e nascondendo una verità. L’anonimo scrive nella lettera che: “sono 17 anni che so, non ho parlato prima per paura”. Perché? Di chi ha paura? Perché non ha mai parlato? Perché gli altri testimoni oculari non hanno mai parlato? Piera Maggio, in queste ore, ha lanciato un nuovo appello attraverso i social: “la mia Mazara del Vallo, quella fatta di gente per bene ed onesta, merita il meglio. Per tanto, chiedo a coloro che sanno: parlate! Dite la verità! Non abbiate timore! Il bene deve vincere sul male, facciamo in modo che questo avvenga. Denise figlia di tutti!”.

Mentre il Sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, incontrava a Roma l’On. Alessia Morani, la quale mostrava “particolare sensibilità per il caso della nostra piccola Denise. Ha preso a cuore questa vicenda facendosi promotrice della formazione di una Commissione Parlamentare d’Inchiesta”, un altro filone investigativo sembra tornare in auge: la pista rom. La Procura di Marsala ha disposto infatti il prelievo di un campione del dna di Denisa, la giovane di Scalea, di 19 anni, nata in Romania ma che vive nella città tirrenica. L’esame, da quanto si apprende, sarebbe negativo. Una settimana fa, a seguito di una segnalazione, si era ipotizzato che la giovane potesse essere Denise. La giovane è stata fatta da Grazia Bonanno, titolare di un salone di parrucchieria che si trovava fuori dal locale per una pausa sigaretta. Improvvisamente si è vista arrivare questa giovane che somigliava tanto a Denise: presentava una macchiolina sul viso e aveva il labbro che ricordava quello di Piera Maggio. La parrucchiera, dopo aver detto alla giovane che cercava una persona, e averla fatta accomodare all’interno del Salone, rimane incuriosita da alcuni dettagli, come il fatto che la giovane rom non sapesse le sue origini, e in merito ai genitori poi avrebbe detto che erano morti. Non aveva un cellulare, non lo possedeva ma lo aveva una persona li con lei. Poi, quando la titolare ha chiesto il nome, la giovane ha risposto di chiamarsi Denise. A quel punto la parrucchiera ha chiamato le forze dell’ordine che sono arrivate tempestivamente.



























