
Lo zaino in spalla, un abbraccio all’amico appena rientrato dalle vacanze e un sospiro di tensione al suono della prima campanella. Ce lo ricordiamo tutti così il nostro primo giorno di scuola. Il Covid, però, arrivato a gamba tesa nella quotidianità, è riuscito a cambiare anche queste piccole emozioni. Lezioni online, esami online e un sistema scolastico ancora tutto da riscrivere. Dopo sei mesi di lezioni online, la prima campanella doveva suonare il 14 settembre, in tutto lo stivale. Certamente i dati che riguardano i numeri positivi al Covid non incoraggiano perché, ad oggi, ci sono 34.734 attuali positivi con un incremento di 945 per un totale di 281.583 casi, con un incremento di 1.434. In Sicilia ci sono 4.926 casi riscontrati dall’inizio della pandemia, 77 nuovi positivi nelle ultime 24 ore, per un numero di totali positivi pari a 1.527.
Ma riapriranno veramente il 14 le scuole? Non tutte. Sono sette le Regioni che hanno posticipato l’apertura delle scuole: in Friuli Venezia Giulia si tornerà a scuola il 16 settembre; in Sardegna il 22 settembre e il 24 settembre in Puglia, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Campania. Riaprire il 14 settembre sta diventando un problema per molti presidi perché mancano i banchi monoposto in molte strutture e non tutti dispongono degli spazi adeguati. A Torino, Alto Adige, Trentino, le lezioni in classe sono già cominciate dai primi di settembre. “Abbiamo lavorato intensamente alla riapertura delle scuole: quest’anno avverrà in un contesto nuovo e non facile che sfiderà tutto il sistema Italia. Ma grazie al nostro lavoro l’anno scolastico comincerà regorlamente” ha affermato il Premier Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo che “la scuola riapre regolarmente il 14 settembre. Le famiglie italiane non devono dubitare: abbiamo fatto il massimo per dare ai ragazzi il meglio e per regalare alla scuola un nuovo inizio”.
Come verrà gestita l’emergenza in ambienti scolastici nel caso in cui uno studente dovesse risultare positivo al Covid? Scatterà una chiusura temporanea di tutta la struttura? Il ministero della Salute e le Regioni, stanno già studiando la possibilità di effettuare test rapidi? Bisogna tener conto del fatto che nei prossimi mesi gli italiani dovranno convivere anche con l’influenza stagionale: febbre, tosse, cefalea ma anche casi gravi e decessi. Come verranno fatto un distinguo tra sintomatologie Covid e influenza stagionale onde evitare un blocco delle attività scolastiche o di altro tipo? Verrà eseguito il tampone rinofaringeo a tutti i soggetti che presentano le sintomatologie per escludere una o l’altra ipotesi oppure il Governo sta studiando qualcosa di diverso?



























