martedì , 7 Aprile 2020

Giornata della Memoria: 75 anni fa veniva liberato Auschwitz

Il 27 gennaio del 1945 l’Armata Rossa liberava il campo di sterminio di Auschwitz. Sono trascorsi 75 anni da quella terribile giornata che ha segnato per sempre la memoria storica dell’uomo. Un giorno che oggi sembra così lontano. La Giornata della Memoria rievoca la disfatta dei nazisti e il ricordo di un periodo storico che ha segnato un solco indelebile nella vita di tutti gli uomini. “Con grande preoccupazione seguo, da anni questo riaffacciarsi di sentimenti odiosi che sono il contrario dell’accoglienza, che sono il contrario della fraternità. Sì, devo dire che sono molto preoccupata di questa onda, che non è anomala ma è il risultato della crisi economica, ma anche il risultato di insegnamenti molto sbagliati, di sovranismi e populismi. I ragazzi imparino a non ascoltare quello che grida più forte”, ha dichiarato Liliana Segre a Vatican News. La città di Marsala si è svegliata deturpata, sporca di vernice. Ma non si è trattato del semplice atto vandalico. No. Una mano ignobile ha disegnato una svastica, prontamente cancellata dall’amministrazione comunale. Un segno crudo, duro che ha sporcato di vernice scura un luogo pubblico e che ha rievocato una storia troppo importante per essere minimizzata in quel modo da un giovane che presto verrà sicuramente individuato dal sistema di video sorveglianza e che quasi sicuramente non conosce il valore di quel segno, di quella memoria storica che ha strappato alla vita uomini, donne e bambini. Una bomboletta a spray che non rappresenta in alcun modo uno sfregio ma semplicemente un gesto vile, ignobile, contro un storia che merita rispetto. La verità è che l’Italia ha smarrito la propria memoria storica. Questo paese ha dimenticato tutto il dolore che hanno provato i nostri padri e i nostri nonni quando hanno ricostruito da zero le mura di questo paese, portando sulle loro spalle il peso insormontabile di una guerra che aveva distrutto tutto. Questo paese ha dimenticato la memoria perché continua a fomentare il razzismo dentro gli stadi, al bar, lungo le strade o semplicemente puntando il dito contro il prossimo, issando muri contro il “diverso”. Questo paese ha dimenticato la memoria perchè continua a riempire i propri muri di scritte che incitano all’odio razziale contro gli omosessuali o le persone di un paese. Ogni giorno siamo spettatori passivi di un paese che non vuole tendere la mano che può salvare una vita ma preferisce trasformarsi in un gelido sasso che può, invece, affondare il prossimo. Nessun politico, nessun cittadino ricco di memoria storica si rivolgerebbe ad altri esseri umani con odio e cattiveria. Nessuno augurerebbe la morte ad altri uomini, donne e bambini che si trovano a largo delle coste libiche, in balia delle onde, senza cibo e acqua. In un paese civile, nessuno lo farebbe. Nessuno imbratterebbe i muri con le svastiche. Non lo farebbe nessuno che ha un briciolo di memoria storica. Nessuna vita vale meno dell’altra, tutte le vite hanno lo stesso valore. Un popolo senza memoria è un popolo privo di sentimento e di ragione, quindi in mano a politici stolti in grado di manipolarlo a suo piacimento. “L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”, Primo Levi.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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