martedì , 28 Giugno 2022

Gioco d’azzardo patologico: come riconoscerlo, cause e cura

Il gioco d’azzardo patologico (G.A.P.) o ludopatia consiste in un comportamento di gioco persistente e ricorrente, è una dipendenza a tutti gli effetti dagli esiti nefasti come quelli della droga (per es. eroina, alcool, cocaina) con ripercussioni sociali, familiari e personali molto gravi ed allarmanti.

La dipendenza da gioco d’azzardo è oggi una vera piaga, un problema che in Sicilia sta diventando sempre più diffuso e coinvolge sempre più famiglie.

E’ un vizio al gioco che mette in ginocchio non solo chi lo pratica ma anche i parenti di questi soggetti.

Lo Stato purtroppo non aiuta a prevenire questa patologia se solo si considera l’estrema facilità con la quale è possibile accedere ai diversi giochi. Tra i giochi, apparentemente innocui, che possono diventare patologici vi sono anche gli insospettabili “Gratta e Vinci” o “scommesse sportive” ai quali è possibile accedere in qualsiasi momento della giornata e su qualsiasi sport e partita!  

In generale è molto difficile che un giocatore si renda conto, soprattutto nelle prime fasi della dipendenza (quando ancora non vi sono grandi perdite economiche), di essere diventato patologico e compulsivo, in quanto il cervello della persona tende generalmente a cercare la gratificazione piuttosto che guardare in faccia il vero problema.

Quindi sarà più facile che siano i familiari ad accorgersi dei problemi del proprio parente, scoprendo altresì perdita di denaro, sbalzi di umore, insonnia, ansia e depressione.

La posta in palio e la remota possibilità di vincita, al pari di ogni sostanza che crea dipendenza, procura esaltazione e piacere immediato e induce la persona a ricercare sempre più la medesima sensazione.

La dipendenza crea un bisogno compulsivo di giocare in modo irragionevole e incontrollato, anche se le risorse economiche scarseggiano e non permettono di compensare le perdite, creando seri problemi di indebitamento.

Il G.A.P fa muovere la persona verso frequenti bugie sul fatto di avere giocato ed ogni giorno una promessa non mantenuta nei confronti dei propri cari fa sempre più distruggere le relazioni di fiducia. Ogni giorno vi è altresì la grande difficoltà a resistere al desiderio di scommettere e di cimentarsi in nuovi giochi, dove vi può essere la possibilità teorica di guadagnare molto.

Alcuni segni e sintomi permettono di capire se il gioco è soltanto un piacere gestibile o se si è trasformato in un problema che deve essere affrontato in modo serio e con protocolli di cura specifici. Tra i segnali più importanti ne ricordiamo alcuni: pensiero fisso e costante al gioco, sensi di colpa e stati di profonda tristezza (soprattutto dopo aver perso grosse cifre o aver contratto debiti), negazione di essere dipendente dal gioco, esaltazione delle vincite, conflitti in ambito familiare, problemi in ambito lavorativo e sociale, voglia di scommettere e giocare cifre sempre più elevate (anche in giochi con probabilità di vittoria minime), richiesta di prestiti, vendita di beni di famiglia (spesso di nascosto), atti illeciti per procurarsi soldi per giocare, voglia di astenersi ed incapacità di resistere al gioco/scommesse.

La dipendenza dal G.A.P. deriva da una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici e ambientali che varia da persona a persona. Dal punto di vista biologico, nei giocatori d’azzardo, i circuiti cerebrali che guidano il comportamento subiscono una sorta di ‘inganno’, iniziando a rispondere come se l’azione del gioco fosse necessaria alla sopravvivenza.

Il tratto psicologico che maggiormente predispone allo sviluppo delle dipendenze è la scarsa capacità di autocontrollo, mentre tra i principali fattori di rischio ambientali vi sono: il contesto socio-economico, l’esposizione a eventi stressanti e la familiarità con le dipendenze e con altre sofferenze psicologiche.

La buona notizia è che uscire dal G.A.P. è possibile ma la riuscita, come per ogni buon percorso di cura psicologico, è correlata alla motivazione personale e al supporto da parte dell’intero sistema familiare.

I protocolli di cura maggiormente indicati per questo tipo di sofferenza sono quelli ad orientamento cognitivo-comportamentale. Nello specifico la cura, per la dipendenza da G.A.P., si basa su incontri (individuali, familiari o di gruppo) settimanali di psicoterapia che permettono la rottura di circoli viziosi e stimolano la nascita di circoli virtuosi indispensabili per la rinascita personale!

A proposito di Laura Caimi

Laura Caimi, prima di tutto Donna, madre, moglie, amica, figlia, zia, madrina tris e sorella;) e poi, per grandissima passione per la conoscenza del cervello umano e per il benessere, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale. Fonda nel 2008 a Marsala il suo studio di psicologia e poi di psicoterapia, rivolgendo servizi a bimbi, adolescenti e adulti. La Dott.ssa si occupa delle seguenti sofferenze: ansia (fobie, paure, attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo post traumatico da stress); depressione; sonno; psicosomatiche; ipocondria e mutismo selettivo. Il Servizio inoltre comprende: supporto alla genitorialità; crisi di coppia; orientamento scolastico e professionale; disagi legati alle fasi di cambiamento (lutti, separazioni, lavoro, malattie, pensionamento, gravidanza e post-partum).

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