martedì , 28 Giugno 2022

ASSERTIVITA’: UNA SOLA PAROLA PER AVERE UNA VITA EQUILIBRATA E FELICE

Nella vita non si può non comunicare! Questo è il 1° assioma della comunicazione, dettato dalla celebre Scuola di Palo Alto californiana, in cui uno dei maggiori esponenti fu lo psicologo Paul Watzlawick.

Ognuno di noi comunica a modo proprio, in base al proprio vissuto, alla propria esperienza e al proprio carattere; in tal senso la psicologia definisce tre modalità di reazione agli eventi: aggressiva, assertiva e passiva.

Certezza scientifica è che l’assertività sia la chiave di volta dell’equilibrio e della felicità, spinta propulsiva che fa spiccare il volo.

Importante dunque diventa capire qual è il nostro stile comunicativo, cosi da avvicinarci sempre più a quello assertivo, perché la buona notizia è che nessuno nasce assertivo ma se davvero lo vogliamo, possiamo diventarlo! Possiamo diventare dunque, persone equilibrate e felici!

La persona che agisce in modalità aggressiva si afferma con violenza per raggiungere i propri obiettivi, minimizza e calpesta i diritti degli altri, non riesce a riconoscere punti di vista diversi dal proprio ed è convinta di avere sempre ragione. Alla base del comportamento aggressivo vi è la convinzione disfunzionale che “con le maniere dure si ottengono più risultati”, ma in realtà a lungo termine queste persone possono essere socialmente sempre più isolate oppure vivere rapporti interpersonali caratterizzati da inimicizie, rancore e sudditanza psicologica, con relativa sottomissione ed annullamento dell’altro. Inoltre il comportamento aggressivo porta notevole stanchezza e stress perché implica il costante monitoraggio delle situazioni e delle azioni altrui e l’incessante lotta per imporre agli altri il proprio valore.

La persona che agisce in modalità passiva è invece colei che si arrende subito al volere altrui che cerca approvazione e che mette al primo posto i diritti e i bisogni degli altri; questa modalità è collegata ad un grandissimo senso di responsabilità per le azioni personali  ma anche per quelle che svolgono gli altri, fino a sentirsi responsabili delle sofferenze altrui (per es. per aver ferito l’interlocutore con le proprie parole). Queste persone hanno molta paura di essere rifiutate, di non sentirsi amate e sono convinte che l’unico modo per essere approvate sia dire sempre di si. Per loro è troppo importante sentirsi giudicati sempre positivamente e non venire rimproverati, sottovalutati e colpevolizzati.

Anche il comportamento passivo, come quello aggressivo, presenta notevoli svantaggi a lungo termine. Infatti la persona passiva può arrivare a perdere la propria autostima e il proprio senso di autoefficacia, può vivere sentimenti di rabbia, frustrazione e tristezza per non avere raggiunto i propri obiettivi e per non sentirsi capita. La persona passiva, proprio perché è naturale che il cervello si esprima, può altresì esplodere improvvisamente con aggressività e successivamente vivere dei terribili sensi di colpa per aver leso la sensibilità del suo interlocutore.

Nella misura in cui l’espressione di sé non avviene totalmente sarà il corpo con il suo linguaggio a lanciare segnali di allarme, sotto forma di psicosomatizzazione, si pensi per es. alla colite nervosa o alla gastrite nervosa.

Inoltre lo sguardo sempre ai desideri degli altri può far perdere di vista i desideri personali portando sempre più il soggetto ad un impoverimento del senso di autorealizzazione personale.

La persona assertiva, contrariamente a quella passiva e a quella aggressiva, ha invece piena consapevolezza di sè e delle proprie capacità, sa farsi valere ma senza calpestare gli altri e sa comunicare efficacemente in tutti gli ambiti della propria vita. Sa comunicare emozioni, idee e convinzioni in modo chiaro ed efficace, rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri.

La parola assertività  infatti deriva dal latino ad serere e significa “asserire” o anche “affermare se stessi”.  E’ il comportamento partecipe ed attivo, non in contrapposizione all’altro, che permette di esprimere serenamente un’opinione di disaccordo quando lo si ritiene opportuno; permette altresì di difendere i propri interessi e di mostrare le proprie capacità senza temere il giudizio degli altri.  

La persona assertiva ha altresì un’ottima visione di sé, comunica efficacemente, si esprime in modo libero, sa accettare le critiche, riconosce i pregi altrui e vive i conflitti come occasioni di crescita.

Essere assertivi significa dunque essere capaci di riconoscere i meriti propri e quelli altrui, ovvero esprimere apprezzamenti.

Alla base dell’assertività vi è la fiducia in sé e nell’altro e  il rispetto dei propri diritti e di quelli degli altri, come per es. il diritto di sentire alcune emozioni,  desiderare, volere raggiungere alcuni obiettivi, dire di “no”, cambiare la propria opinione, decidere se dare o meno spiegazioni, commettere errori (come per es. far cadere una semplice tazzina di caffè) e chiedere ciò che si desidera.

Il rispetto per i suddetti diritti permetterà la costruzione di legami duraturi, sereni, limpidi e veritieri.

Così la comunicazione che rispetta i diritti propri e degli altri consentirà di non avere vincitori o vinti ma di avere un dialogo cooperativo che genera soluzioni e benefici per entrambi gli interlocutori, per tale motivo l’atteggiamento assertivo permette di comunicare con molta serenità anche con personalità più difficili.

Il soggetto assertivo realizza con facilità la propria vita perchè è determinato e tenace nella conquista dei propri obiettivi.

Per essere persone assertive occorre raggiungere ed apprendere alcune capacità come per es. quella di saper capire cosa si prova in alcuni momenti, saper capire di cosa abbiamo bisogno, comunicare le emozioni positive ma soprattutto quelle negative, avere coscienza dei propri diritti, essere capaci di stimare e rispettare se stessi e gli altri, aver il desiderio di valorizzare la bellezza e la positività delle esperienze ed infine, ma non per ordire d’importanza, avere desiderio ed essere capaci di auto realizzarsi.

L’assertività è dunque strumento indispensabile per essere persone vincenti.

A proposito di Laura Caimi

Laura Caimi, prima di tutto Donna, madre, moglie, amica, figlia, zia, madrina tris e sorella;) e poi, per grandissima passione per la conoscenza del cervello umano e per il benessere, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale. Fonda nel 2008 a Marsala il suo studio di psicologia e poi di psicoterapia, rivolgendo servizi a bimbi, adolescenti e adulti. La Dott.ssa si occupa delle seguenti sofferenze: ansia (fobie, paure, attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo post traumatico da stress); depressione; sonno; psicosomatiche; ipocondria e mutismo selettivo. Il Servizio inoltre comprende: supporto alla genitorialità; crisi di coppia; orientamento scolastico e professionale; disagi legati alle fasi di cambiamento (lutti, separazioni, lavoro, malattie, pensionamento, gravidanza e post-partum).

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