Allergie, asma, problemi respiratori……c’entra quello che mangiamo?

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Contrariamente a quanto si possa pensare, negli anni si è avuto un aumento dell’incidenza delle malattie allergiche e di asma in concomitanza con l’aumento degli standard di vita e di igiene e l’adozione di uno “stile di vita occidentale”.

Un’ipotesi che spiega questo fenomeno è quella “dell’igiene”, la quale suggerisce che la ridotta esposizione ai microbi durante la prima infanzia aumenti la suscettibilità alle malattie allergiche nel resto della vita, ma da studi è stato messo in evidenza che anche una dieta “occidentale” può essere uno dei fattori responsabili di questo aumento.

Studi recenti sembrano correlare anche la condizione di obesità con l’esordio precoce e/o l’aggravamento dell’asma in quanto le risposte immunitarie associate allo sviluppo di allergie possono essere influenzate anche da alcuni fattori infiammatori prodotti dal tessuto adiposo.

La corretta alimentazione può essere la nostra arma quotidiana per la prevenzione e la riduzione delle risposte allergiche, ma non solo. Infatti molti alimenti influenzano lo sviluppo e l’omeostasi del sistema immunitario prevenendo o potenziando lo sviluppo di allergie.

Studi clinici indicano che una sansa alimentazione con buoni livelli di fibra e vitamine (come per esempio la vitamina A e vitamina D), specialmente durante la prima infanzia, ha effetti benefici in termini di prevenzione delle malattie allergiche. I primi anni di vita sono fondamentali; ad esempio si è maggiormente predisposti a patologie allergiche quando si è nati da parto cesareo e quando non si è stati allattati al seno, oppure quando si sono fatti trattamenti antibiotici nei primi anni di vita. Al contrario, l’allattamento al seno esclusivo è stato identificato come un fattore protettivo contro l’asma.

In realtà i primi 1000 giorni di vita sembrano avere una forte influenza sulla predisposizione dei bambini a molte malattie croniche; evidenze mostrano che la prevenzione dell’asma per i bambini potrebbe iniziare già prima del concepimento.

Uno studio prospettico del 2017 ha analizzato le associazioni tra i fattori ambientali nei primi 1000 giorni di vita e i sintomi dell’asma infantile. E da questo, ma anche da altri studi, è emerso che alcuni fattori che predispongono ad un aumento del rischio di asma infantile sono: l’esposizione materna al fumo durante la gravidanza, un elevato indice di massa corporea pregestazionale (BMI), la nascita da parto cesareo senza travaglio, il basso peso alla nascita (LBW) e la nascita pretermine.

Nel periodo postnatale l’esposizione passiva del bambino al tabacco, le infezioni respiratorie e l’esposizione al pavimento in moquette nel primo anno aumentano il rischio di asma nell’infanzia. È inoltre da evidenziare che l’elevato consumo di soft drink (bevande analcoliche, gassate con aggiunta di aromi e dolcificanti come ad es.cole, chinotti, gazzose, acque toniche, limonate, aranciate, etc. ma anche bevande a base di succo di frutta, tè e con sostanze energizzanti) è predisponente a questo tipo di patologie.

Quando si parla di asma molti sanno che può essere esacerbata dalla presenza di allergeni, dal fumo di tabacco, dall’inquinamento atmosferico, da infezioni delle vie respiratorie e da parassiti ma pochi sanno che gli attacchi di asma sono anche strettamente connessi alle abitudini alimentari errate e anche con l’obesità.

A proposito di bevande e asma in una indagine su 2406 bambini dell’età di 11 anni sono state studiate le associazioni trasversali tra diversi tipi di bevande analcoliche (bevande dietetiche, bevande a base di latte zuccherato, succo di frutta al 100%, bevande energetiche e bevande sportive) e asma nei bambini. Ciò che è emerso è che il rischio di asma è aumentato in modo significativo per un consumo elevato di bevande con aggiunta di zuccheri/dolcificanti e di succhi di frutta zuccherati.

Invece il consumo di frutta fresca (non ridotta in succo) non è risultato essere associato ad un aumentato rischio di asma. Sembra ovviamo ma repetita iuvant: è meglio della buona frutta fresca di stagione mangiata a morsi per merenda piuttosto che un ghiacciolo o peggio una bevanda confezionata anche se sembra a base di frutta; leggete gli ingredienti e vi accorgerete che la maggior parte dei succhi che comprate, di vera frutta, ne contengono ben poca.

Anche i ricercatori del National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion, con uno studio su 15.960 studenti (dai 9 a 12anni), hanno scoperto che l’assunzione regolare di soda (acqua gassata molto effervescente contenente dolcificanti ) è associata all’asma. I risultati hanno mostrato che gli studenti che hanno bevuto regolarmente soda tre o più volte al giorno avevano il 64% in più di probabilità di avere l’asma rispetto ai non consumatori; chi la beveva due volte al giorno aveva il 28% in più di probabilità di avere l’asma.

Tutto ciò riguarda solo i bambini? chiaramente no

Uno studio su 2801 adulti (di età compresa tra 20 e 55 anni) ha trovato una correlazione statisticamente significativa tra l’assunzione di bibite “soft drink” e una maggiore prevalenza e probabilità di bronchite cronica.

Un dolcificante che spesso viene inserito nelle bibite è lo sciroppo di mais (il quale ha un elevato contenuto di fruttosio); il consumo di bibite con questo dolcificante è correlato alla bronchite cronica negli adulti statunitensi di età compresa tra 20 e 55 anni.

La prevalenza di bronchite cronica tra i consumatori di queste bibite (che consumano 5 o più volte a settimana) era quasi il doppio di quella di chi consuma queste bevande meno di 1–3 volte al mese.

E noi cosa mangiamo o beviamo e soprattutto cosa offriamo ai più piccoli? In estate col caldo compaiono magicamente a casa bevande dolci, ghiaccioli e gelatini di tutti i gusti e colori… ma ci fanno bene?

Spesso nella nostra alimentazione introduciamo zuccheri e dolcificanti, certe volte senza nemmeno esserne consapevoli. Lo zucchero in realtà fa male proprio a tutti, non solo ad asmatici, allergici o a chi ha problemi respiratori.

Gli zuccheri e i dolcificanti (anche quelli definiti light) sono potenti infiammatori.

Il consiglio è quello di limitare cibi contenenti zuccheri, dolcificanti e farine raffinate, di leggere sempre le etichette di ciò che si compra e di acquistare in generale il meno possibile bevande e cibi pronti. Seguendo questo consiglio i soggetti con problemi allergici noteranno che avranno meno bisogno di antistaminici e di spray al cortisone (abusatissimi). Ma in generale chi segue una alimentazione sana riduce il proprio stato infiammatorio sistemico, purtroppo base comune a svariate patologie.

Non sarà il gelatino occasionale a farci male ma il persistere frequentemente con una alimentazione basata su prodotti confezionati e industriali pieni di zuccheri, dolcificanti, coloranti, esaltatori e conservanti.

Un piccolo consiglio: In alternativa alle bevande commerciali vi assicuro che in casa si possono ottenere ottime bevande rinfrescanti partendo semplicemente da acqua e frutta, ortaggi, erbe aromatiche e spezie senza aggiungere zuccheri. Queste “acque aromatizzate” avranno l’importante funzione di aitarvi a bere regolarmente durante la giornata, dato che sono in molti a non riuscire ad idratarsi correttamente durante la giornata. Ricordate però di non berle troppo fredde e di bere piccoli sorsi e spesso piuttosto di tanto in una volta sola.

Personalmente in estate amo preparare un infuso con fette di limone, menta fresca, zenzero fresco e gambo di sedano. Provate!

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Alessia Gennaro
Alessia Gennarohttps://it-it.facebook.com/NUTRIZIONISTAAlessiaGennaro/
«L’alimentazione serve sia a ristabilire la salute sia a conservarla in chi sta bene» [Ippocrate, 400 a.C.] Sin da piccola appassionata di scienza, salute e cucina ho studiato Biologia, la “scienza della vita”, prima a Bologna e poi a Pisa - per la laurea magistrale in biologia applicata alla biomedicina; so che il sapere è in continua evoluzione e ritengo fondamentale aggiornarmi sulle diverse sfaccettature della nutrizione umana. Il mio approccio al paziente consiste nel valutare la persona nella sua totalità, non limitandomi a dargli una dieta ma cucendogli addosso un nuovo stile di vita personale e personalizzato: il dimagrimento non è l’obiettivo, ma la conseguenza naturale di un corpo che ha ritrovato il suo equilibrio. Il percorso che faccio insieme al paziente è di tipo educativo; la soddisfazione più grande è quando il paziente impara a prendersi cura di sé nel modo più semplice, così da fare scelte consapevoli ogni giorno anche quando avrà raggiunto la forma fisica adatta a lui. Tutto è connesso a ciò che mangiamo: disturbi apparentemente lontani dal cibo come orticarie, mal di testa, riniti, gastriti, infezioni ricorrenti, gonfiori immotivati, stipsi, sbalzi di umore possono trovare la radice in una alimentazione sbilanciata e un sano stile di vita può venirci in aiuto. Non fare la dieta, impara a mangiare! Seguimi sulla mi pagina https://it-it.facebook.com/NUTRIZIONISTAAlessiaGennaro/

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