Una donna di 48 anni avrebbe subito per mesi maltrattamenti, aggressioni e pesanti limitazioni della libertà personale. L’uomo è accusato anche di violenza sessuale. Il Tribunale ha disposto il divieto di avvicinamento alla vittima e l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

LICATA – Una vicenda familiare segnata, secondo l’accusa, da ripetute violenze fisiche e psicologiche è finita al centro di un’indagine dei carabinieri a Licata. Un uomo di 50 anni è stato sottoposto a una misura cautelare dopo la denuncia presentata dalla moglie, 48 anni, che avrebbe raccontato agli investigatori una lunga situazione di sopraffazioni e minacce.
Secondo la ricostruzione investigativa, il marito avrebbe imposto alla donna un controllo costante, limitandone gli spostamenti e l’utilizzo del telefono e costringendola a occuparsi esclusivamente della casa e dei figli. In alcune circostanze sarebbero inoltre avvenute aggressioni e minacce, fino a episodi di presunta violenza sessuale.
Tra gli avvenimenti contestati figura un episodio risalente al 25 luglio, quando l’uomo avrebbe insultato e colpito ripetutamente la moglie al volto, per poi costringerla ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà.
La coppia avrebbe anche trascorso un periodo nel Nord Italia, nella speranza di allontanarsi da quella situazione, ma le presunte condotte violente sarebbero continuate anche dopo il ritorno a Licata. A far precipitare ulteriormente il rapporto sarebbero stati alcuni messaggi scambiati dalla donna sui social network con un’altra persona.
Dopo la denuncia, la Procura ha avviato gli accertamenti. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, ha disposto per il cinquantenne il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie, accompagnato dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.



























