Il Tribunale di Marsala ha condannato un imprenditore a quattro anni di reclusione e a una multa di 10 mila euro per sfruttamento del lavoro. Secondo l’accusa, avrebbe impiegato almeno 13 lavoratori in condizioni irregolari, tra cui 11 cittadini stranieri senza permesso di soggiorno.

Il processo, celebrato con rito abbreviato, ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il reato di caporalato. Le indagini hanno evidenziato condizioni di lavoro inadeguate e carenze nelle tutele della salute e della sicurezza dei dipendenti.
Oltre alla condanna, è stata disposta la confisca di beni e l’esclusione per due anni da finanziamenti e agevolazioni pubbliche. La sentenza rappresenta un nuovo passo nella lotta allo sfruttamento dei lavoratori nelle campagne del territorio marsalese.



























