Il clima della Terra è sempre cambiato, ma il riscaldamento attuale ha una caratteristica precisa: la responsabilità delle attività umane è scientificamente dimostrata. La sfida è ridurre le emissioni e prepararsi agli effetti di un pianeta sempre più caldo.
Il riscaldamento globale è ormai uno dei temi centrali del dibattito internazionale. Ondate di calore, siccità prolungate, incendi, precipitazioni intense e scioglimento dei ghiacciai alimentano interrogativi sulle cause del cambiamento climatico e sulle possibili soluzioni. Ma quanto dipende davvero dall’uomo e quanto, invece, rientra nei cicli naturali della Terra?

Il clima è sempre cambiato, ma oggi c’è una differenza
È vero: nella storia del pianeta si sono alternati periodi glaciali e fasi più calde, influenzati da variazioni dell’orbita terrestre, attività solare, eruzioni vulcaniche e dinamiche degli oceani. Negare questi fenomeni naturali sarebbe scientificamente scorretto.
Tuttavia, secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), il rapido aumento delle temperature osservato dall’epoca industriale è causato principalmente dalle attività umane. La combustione di carbone, petrolio e gas naturale, la deforestazione, l’industria e alcune pratiche agricole aumentano la concentrazione di gas serra nell’atmosfera, in particolare anidride carbonica e metano, che trattengono parte del calore terrestre.
Il rapporto scientifico dell’IPCC stima che nel periodo 2011-2020 la temperatura media globale fosse circa 1,1 °C superiore ai livelli del 1850-1900. Le variazioni naturali continuano a influenzare il clima, ma non sono sufficienti a spiegare il riscaldamento osservato negli ultimi decenni.



























