Non basta dire basta: il nuovo libro di Nicolò Mannino consegnato alla casa editrice Ex Libris di Carlo Guidotti- Un successo annunciato- Da tutta Italia richiesta di eventi con presentazione del testo dove i giovani sono i veri protagonisti-
Consegnato all’editore Carlo Guidotti di Ex Libris il nuovo volume. Con Nicolo’ Mannino, Leonardo Lamberto Scaglione e le voci di giovani, magistrati (come il Procuratore Camillo Falvo e il Procuratore Flaminio Monteleone ) , prefetti (come Renato Cortese e Lamberto Giannini ) e protagonisti del mondo istituzionale ed ecclesiale. Già numerose le realtà culturali italiane che chiedono di ospitarne la presentazione. Dedica speciale al testo Nicolo’ Mannino l’ha firmata ( affettuosamente e convintamente ) al Vice Presidente del Parlamento della Legalita’ Internazionale Salvatore Sardisco per il suo costante impegno a favore di una cultura di speranza e bellezza a fianco dell’autore da piu’ di dieci anni.
Dire basta è facile. Il difficile viene un secondo dopo.
È racchiusa in questo scarto minuscolo, quello tra una parola pronunciata e una scelta compiuta, la forza di Non basta dire basta. Tienici stretti a guardare le stelle, il nuovo e atteso libro di Nicolò Mannino, appena consegnato all’editore Carlo Guidotti della casa editrice Ex Libris.
Un volume che nasce nel mondo della legalità ma prova immediatamente ad andare oltre la retorica della legalità. Perché denunciare non basta, indignarsi non basta, ricordare non basta se memoria, parole e valori non riescono a trasformarsi in comportamenti.
Ed è forse proprio questo il verbo decisivo del libro: fare.
Attorno al saggio di Mannino e al contributo sviluppato insieme a Leonardo Lamberto Scaglione si incontrano generazioni e mondi differenti: studenti e giovani italiani, rappresentanti delle istituzioni e della Chiesa, prefetti e magistrati della Repubblica. Non una successione di testimonianze celebrative, ma un mosaico di voci chiamate a rispondere alla stessa domanda: che cosa siamo disposti a fare, concretamente, per rendere credibili le cose in cui diciamo di credere?
A sorprendere sono soprattutto i ragazzi. Nelle loro pagine ricorrono parole come coraggio, rispetto, coerenza, paura, amicizia, fede e responsabilità. Uno di loro arriva a una sintesi folgorante: la parola è “economica”, mentre l’azione costa; la credibilità comincia quando si è disposti a pagare il prezzo della propria coerenza.
Da qui il libro allarga lo sguardo: dalle mafie al bullismo, dall’indifferenza alla solitudine, dalla memoria di Falcone, Borsellino, Livatino e don Pino Puglisi alle fragilità delle nuove generazioni. E consegna una provocazione anche agli adulti: i giovani non sono semplicemente “il futuro” da caricare di aspettative. Sono il presente. E non si educano con ciò che ascoltano dire, ma soprattutto con ciò che vedono fare.
Poi ci sono le stelle.
Tienici stretti a guardare le stelle è la frase nata quasi per caso dalla penna di una studentessa durante un’ora di religione e diventata il filo poetico dell’intero progetto. Tenere stretti e guardare in alto: avere qualcuno accanto e, insieme, una direzione verso cui camminare. È forse qui che il libro trova la sua immagine più potente: una comunità autentica non sceglie tra legami e ideali. Ha bisogno di entrambi.
Intanto, ancora prima dell’avvio ufficiale delle presentazioni, sono già numerose le richieste giunte da organizzazioni e realtà di diverse parti d’Italia interessate a ospitare Mannino e il nuovo volume. Un percorso nazionale che si preannuncia intenso e che porterà il libro nelle scuole, nei territori e nei luoghi del confronto civile.
«Consegnare queste pagine a Carlo Guidotti significa affidare a Ex Libris non soltanto un libro, ma un cammino nel quale hanno creduto tantissime persone», afferma Nicolò Mannino. «A lui va il mio grazie per la sensibilità e l’attenzione con cui ha accolto questo progetto. Un ringraziamento speciale va poi a Leonardo Lamberto Scaglione, che ha seguito con me, pagina dopo pagina, lo sviluppo del volume, condividendone pensieri, responsabilità e speranze».
Adesso il libro è pronto.
E forse il suo messaggio più importante comincia proprio quando si chiude l’ultima pagina. Perché dopo ogni “basta” rimane una domanda piccolissima e terribilmente concreta.



























