L’eruzione dell’Etna è un’emergenza. La disorganizzazione no

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VINCENZO SAMMARTANO – Quanto accaduto in queste ore negli aeroporti siciliani va oltre il disagio dei singoli viaggiatori. È l’ennesima dimostrazione dei limiti di una politica che continua a ragionare più per annunci e nuove opere che in termini di efficienza, organizzazione e strategia.

Sono arrivato a Palermo dalla Polonia con un volo regolarmente programmato sul capoluogo siciliano. Atterraggio alle 16:20. Due ore dopo eravamo ancora in attesa dei bagagli.

Le difficoltà operative di Catania-Fontanarossa, conseguenza dell’attività dell’Etna, hanno aumentato la pressione sullo scalo palermitano. Una situazione eccezionale che ha fatto emergere fragilità tutt’altro che eccezionali.

In questo scenario appare quantomeno singolare continuare a discutere di nuovi aeroporti in Sicilia. In questa rubrica su Trileggo lo abbiamo scritto più volte: prima di immaginare nuove infrastrutture bisognerebbe rendere efficienti quelle esistenti e, soprattutto, collegarle tra loro.

La Sicilia dispone già di aeroporti, porti, ferrovie e una vasta rete stradale. Il problema è che troppo spesso queste infrastrutture sembrano appartenere a mondi diversi.

Eppure, per chi viaggia, il percorso è uno solo. Chi atterra a Palermo deve poter raggiungere rapidamente Trapani, Marsala o Agrigento. Chi arriva a Catania deve poter proseguire verso Siracusa, Ragusa o Messina. E quando uno dei principali aeroporti entra in difficoltà, il sistema regionale dovrebbe essere capace di reagire senza trasformare un’emergenza in caos.

Significa pensare alla mobilità come a una rete, non come a una somma di infrastrutture isolate.

L’Etna, del resto, non è una variabile sconosciuta. Non possiamo prevedere quando e con quale intensità creerà problemi al traffico aereo, ma sappiamo che può accadere.

La programmazione comincia da qui: cosa succede quando Fontanarossa riduce o interrompe l’operatività? Quali risorse vengono spostate? Quali collegamenti straordinari vengono attivati? Come si coordinano aeroporti, compagnie, ferrovie, autolinee e istituzioni? Chi informa e assiste i viaggiatori?

Le risposte non possono essere improvvisate durante l’emergenza. Devono esistere prima. È questa la differenza tra reagire e programmare.

E invece, ad ogni crisi, la politica riscopre le grandi opere. Proprio in queste ore c’è chi torna a spingere per un aeroporto a Messina e chi per uno ad Agrigento. Annunciare un nuovo aeroporto ha certamente maggiore forza comunicativa rispetto a migliorare una ferrovia, coordinare i trasporti o predisporre un serio piano per le emergenze.

Ma lo sviluppo di un territorio non si misura dal numero delle infrastrutture. Si misura dalla loro efficienza e dalla capacità di farle funzionare insieme.

Perché, in un mondo sempre più interconnesso, il vero ritardo della Sicilia non è la mancanza di infrastrutture. È l’incapacità di fare sistema.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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