LA POLIZIA PENITENZIARIA MERITA PLAUSO E RISPETTO: SALVATORE SARDISCO INCORAGGIIA I COLLEGHI

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Una riflessione al Dott. De Lucia

In qualità di Coordinatore Nazionale della FSI USAE Polizia Penitenziaria, e conoscendo profondamente le criticità che affliggono il sistema penitenziario italiano, ritengo doveroso intervenire.

In parte posso comprendere alcune osservazioni critiche, ma nessuno può permettersi di offendere o screditare il Corpo di Polizia Penitenziaria e le donne e gli uomini che, con sacrificio e senso dello Stato, garantiscono ogni giorno la sicurezza degli istituti penitenziari e, di riflesso, dell’intera collettività.

La responsabilità delle gravi difficoltà che vivono le carceri italiane non può essere attribuita agli appartenenti al Corpo, bensì a un sistema che da troppo tempo mostra evidenti limiti strutturali e organizzativi. Gli operatori della Polizia Penitenziaria lavorano spesso in condizioni estreme: con organici insufficienti, strutture fatiscenti, istituti caratterizzati da un cronico sovraffollamento e con una grave carenza di figure specialistiche, sia appartenenti al comparto delle Funzioni Centrali sia dell’area sanitaria e trattamentale.

A tutto ciò si aggiunge una realtà sempre più complessa: la presenza di numerosi detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche. Dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, il carcere si è trovato, di fatto, a gestire situazioni che richiederebbero strutture, competenze e strumenti completamente diversi. Il carcere non è un ospedale psichiatrico e la Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola ad affrontare emergenze sanitarie e sociali senza il necessario supporto.

Nonostante tutto, il Corpo continua a svolgere il proprio dovere con professionalità, equilibrio e straordinario spirito di servizio, spesso ben oltre i limiti delle proprie possibilità.

Per questo motivo la Polizia Penitenziaria merita rispetto, sostegno e riconoscenza da parte delle istituzioni e dei cittadini. È un Corpo che va onorato per il lavoro che svolge quotidianamente, non disprezzato o additato come responsabile di un sistema che necessita, con urgenza, di profonde riforme.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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