Da Sigonella a Gaza: Meloni, Trump e l’Italia che smarrisce il Mediterraneo

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VINCENZO SAMMARTANO – Il cosiddetto “board della pace” è lo specchio dell’ipocrisia di una classe politica che ignora la storia e indebolisce il diritto internazionale, anziché rafforzarlo come base di una convivenza pacifica tra gli Stati.

Questa ipocrisia emerge con particolare evidenza nel Board della Pace per Gaza, dove è stato persino invitato Benjamin Netanyahu, coinvolto in un procedimento davanti alla Corte Penale Internazionale per presunti crimini contro l’umanità. Un elemento tutt’altro che secondario quando si pretende di parlare di pace, legalità e responsabilità.

In questo quadro si inserisce l’incoerenza del governo Meloni. L’allineamento quasi automatico alle posizioni trumpiane e filo-israeliane allontana l’Italia dalla sua collocazione naturale nel Mediterraneo: quella di ponte tra Europa e mondo arabo.

Quella italiana è storicamente una posizione geografica e strategica, non ideologica. Per decenni l’Italia ha costruito credibilità attraverso dialogo, equilibrio e autonomia. Basterebbe ricordare la crisi di Sigonella o la stagione della politica estera berlusconiana che, pur con molte contraddizioni, cercò di fare dell’Italia un interlocutore tra Occidente e Medio Oriente. Oggi quella tradizione viene sacrificata a favore di una fedeltà che produce solo irrilevanza.

A rendere il quadro ancora più inquietante sono le dichiarazioni di esponenti del governo israeliano. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha affermato che «la soluzione giusta per Gaza è incoraggiare l’emigrazione dei suoi abitanti», chiarendo una volontà politica che va nella direzione dello svuotamento forzato della Striscia.

E allora la domanda diventa inevitabile: qual era la reale volontà di Israele sin dall’inizio della distruzione di Gaza? La difesa della sicurezza o la trasformazione irreversibile di un territorio attraverso l’espulsione del suo popolo? Perché senza rispondere a questa domanda, ogni discorso sulla pace resta una finzione.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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