Porto di Trapani, il Consiglio comunale compatto: “Ora serve una rotta chiara”

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Trapani torna a discutere del suo porto nel luogo più rappresentativo della democrazia cittadina: l’Aula di Palazzo Cavarretta. Il Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria e in forma di adunanza aperta, ha riunito, ieri pomeriggio, amministratori, operatori, imprese e rappresentanti delle categorie per affrontare un tema che da mesi attraversa la città: il futuro dello scalo, tra dragaggi incompleti, pescaggi insufficienti e investimenti che tardano a materializzarsi.

Un confronto atteso, chiesto a più riprese dal mondo produttivo, che ha trovato una sintesi condivisa. Il passaggio politico più significativo è arrivato con la proposta di un ordine del giorno unitario, sostenuto dagli stessi operatori portuali presenti in aula: un documento che chiede un cronoprogramma chiaro, procedure semplificate e una governance finalmente coordinata tra Autorità di Sistema, Capitaneria, Comune, Regione e Ministeri.

Al centro della seduta, il nodo più critico: il pescaggio ancora fermo a circa 8 metri, insufficiente rispetto agli standard richiesti dal traffico mercantile. Il rallentamento dei dragaggi, la mancata piena operatività delle banchine Isolella e Ronciglio, la sospensione di alcune opere strutturali e un divario ormai evidente nella distribuzione delle risorse hanno alimentato la preoccupazione degli operatori.

A scandire il quadro è stato Gaspare Panfalone, presidente della Riccardo Sanges & C. e delegato provinciale ASAMAR Sicilia, che ha sintetizzato così la posizione del comparto: «Questa seduta rappresenta finalmente quello spirito di trasparenza – il nostro “palazzo di vetro” – necessario per affrontare con serietà il futuro del porto. Oggi prendiamo atto di un dato evidente: l’Autorità di Sistema ha gestito oltre un miliardo di euro, ma quasi il 90% è stato destinato a Palermo, mentre Trapani, in confronto ha ricevuto poco e gli interventi sono incompleti, come dimostra il pescaggio fermo a 8 metri e il mancato completamento delle opere. È indispensabile riconoscere questo divario e rimediare agli errori compiuti. Le verifiche tecniche hanno smentito i dati ottimistici sul pescaggio e confermato criticità strutturali. Per questo abbiamo chiesto un Consiglio straordinario: serve un documento forte, un cronoprogramma e un coordinamento stabile tra Comune, Autorità Marittima e operatori. Trapani non può essere esclusa dalle strategie nazionali e regionali, né dimenticare l’anima del porto: i suoi lavoratori. Con un impegno comune e senza polemiche, il 12 dicembre incontreremo il commissario per avviare un percorso concreto. L’obiettivo è chiaro: restituire centralità al nostro porto e fare del 5 dicembre 2025 una data di svolta per il suo sviluppo».

L’ordine del giorno proposto ieri rappresenta il primo tassello. Il Consiglio impegna il sindaco e la Giunta a chiedere all’Autorità di Sistema Portuale un cronoprogramma dettagliato sui dragaggi delle banchine Isolella e Ronciglio e del bacino di evoluzione, con l’obiettivo immediato di raggiungere un pescaggio operativo di almeno 9,5 metri su Isolella e di 10 metri su Ronciglio Est. Si chiede inoltre un rapporto aggiornato sulla funzionalità delle banchine danneggiate, la comunicazione dei limiti di pescaggio effettivi, un aggiornamento cartografico ufficiale e chiarezza sulla realizzazione del nuovo ponte a campata unica con portata minima di 250 tonnellate.

Il documento prevede anche la revisione delle tariffe portuali, per renderle competitive nel panorama mediterraneo, e l’istituzione di un Tavolo Permanente di Confronto che coinvolga Autorità Portuale, Capitaneria, Comune, operatori, imprese e sindacati: uno strumento stabile per monitorare l’avanzamento delle opere, verificare le profondità reali dei fondali e promuovere il porto come infrastruttura moderna e multifunzionale.

La seduta si è chiusa con due appuntamenti già fissati: il 9 dicembre a Sala Sodano e il 12 dicembre presso l’Autorità di Sistema Portuale. Due passaggi che dovranno tradurre in atti concreti ciò che è stato messo nero su bianco.

Il porto di Trapani attende risposte, risorse e scelte politiche nette. L’Aula ha parlato con una sola voce. Adesso il testimone passa alle istituzioni chiamate a intervenire.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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