NICOLA DONATO – Ha difeso la porta del Marsala per oltre dieci anni, diventando uno dei giocatori più rappresentativi della storia azzurra. Ha indossato la maglia azzurra per dieci anni collezionando 141 presenze. Un traguardo che racconta da solo la grandezza di Salvatore Asaro, portiere simbolo del calcio marsalese.
Nato a Marsala nel 1943, Asaro è cresciuto nella Fulmine, una delle fucine di talento cittadine. Ben presto si mise in luce per doti fuori dal comune, tanto da meritare tre convocazioni nella rappresentativa nazionale.

Il Marsala lo volle fortemente, strappandolo al Siracusa: da lì iniziò una lunga storia d’amore con i colori azzurri. Per più di un decennio (1963/1973) fu il guardiano fedele di quella porta che sentiva come casa sua. Acrobatico, istintivo, con un colpo d’occhio eccezionale e una presa sicura, Asaro dava sicurezza alla squadra e al pubblico. Nonostante una statura non imponente, compensava con coraggio, tempestivo e con senso della posizione, trasformando ogni intervento in un gesto naturale e preciso.
In campo era un leader silenzioso, rispettato da tutti per serietà e dedizione. Fu tra i protagonisti delle stagioni comprese tra il 1963 e il 1966, anni intensi in cui il Marsala sognava e cresceva, e in cui insieme a lui emersero altri talenti locali come Pietro Rallo.
Oggi Salvatore Asaro continua a essere ricordato con affetto e stima da chi lo ha visto
volare tra i pali e da chi ne ha ascoltato le gesta.
Un portiere, un uomo, un simbolo: Salvatore Asaro, orgoglio di Marsala.



























