lunedì , 15 Aprile 2024

8 marzo: rinascere dalle Ceneri

L’otto marzo del 1922, nasceva a Castelvetrano Gianni Diecidue. Poeta, drammaturgo, storico, figura eclettica di intellettuale e anima del movimento letterario l’Antigruppo. Scrittore poliedrico, redattore di tante riviste letterarie e collaboratore di tantissime altre. Figlio illustre della nostra Castelvetrano. Fu docente per una vita, amando i suoi alunni e aiutandoli nella loro crescita umana e culturale. Insegnò per tantissimi anni nel Liceo della sua città, il Magistrale di una volta, l’attuale Liceo delle Scienze Umane. Nel 2022 avrebbe compiuto 100 anni ma si è spento nella sua città, ormai ammalato da tempo, nel 2010, nello stesso mese in cui nacque, proprio a marzo. Il pensiero di Gianni ha avuto una incidenza profonda nella cultura siciliana del Novecento. Fu amico di intellettuali di altissimo profilo, con i quali nonostante le possibili divergenze politiche seppe mantenne rapporti di filìa fraterna, rispetto e stima. Di lui, Leonardo Sciascia parlò molto favorevolmente nell’introduzione a un’antologia relativa al Premio “La Fardelliana” di Paceco di cui negli anni sessanta vinse un’edizione classificandosi secondo, alle spalle di Antonino Uccello. La Bellezza intima di Gianni Diecidue è e resta l’avere amato la cultura e l’arte, tanto da considerarle dono generoso e mai merce di scambio. Avere sempre creduto che la letteratura fosse patrimonio di tutti e non soltanto degli intellettuali, chiusi nelle loro torri di avorio. Per una breve parentesi fu anche Sindaco della città di Castelvetrano. Appena sei mesi a Palazzo Pignatelli, dopo i quali tornò alle sue “amate carte”.

Fare politica necessariamente doveva significare scendere a compromessi con il sistema e doverlo in qualche modo compiacere e lui, anima libera e anticonvenzionale, non poteva accettare nessun compresso, nessuna via di mezzo. Gianni Diecidue scrisse così tante opere che immensa è davvero la sua bibliografia. Collaborò molto con l’editore Angelo Mazzotta che riconoscendo in lui genio fuori da ogni logica banale, pubblicò molte delle sue sillogi e dei suoi saggi. Tra le sue opere ve ne è una che si impone al nostro interesse, Le ceneri della Luna pubblicata nel 1964 da Procellaria. Proprio dal titolo di questa silloge poetica prende vita il progetto ambizioso del Liceo delle Scienze Umane di volere ricordare Gianni Diecidue proprio l’otto marzo presso l’Aula Magna del suo amato Liceo a 101 anni dalla sua nascita, con un murale realizzato dagli alunni sotto la guida magistrale del docente Guglielmo Barbaresi. La manifestazione alla presenza del Sindaco della città di Castelvetrano il dott. Enzo Alfano, la Dirigente Scolastica del Polo Liceale, dott.ssa Gaetana Maria Barresi, l’Arciprete Don Giuseppe Undari e le eredi legittime del professore Diecidue, Sondra e Fiammetta, vuole essere un invito rivolto a tutta la nostra città per risorgere dalle ceneri dell’incuria, dell’abbandono, dell’apatia e dell’indifferenza. Risorgere attraverso la bellezza, la poesia, la musica, la pittura, l’amore per la parola. Risorgere attraverso i giovani alunni protagonisti di questo progetto, coordinati dai docenti del dipartimento di Lettere e Arte del Liceo. Il murale rappresenta Gianni Diecidue con i suoi caratteristici occhiali da sole, un microfono in mano, segno inequivocabile della sua favella e del suo amore anche per il teatro in cui si cimentò come attore e non solo come drammaturgo. Nel murale vi sono altresì raffigurati i simboli della nostra città: una palma, i templi sullo sfondo e il mare di Selinunte che il professore amava in maniera viscerale. Proprio a Selinunte si rifugiava per giorni interi tra sigarette e libri, in completo isolamento per scrivere e pensare. Una vita dedicata al culto della parola che crea e rifonda mondi e all’amore che sigla sigilli di appartenenza. L’amore verso sua moglie, la signora Isabella, da lui chiamata con tono intimo e vezzeggiativo, Nanni, le sue due figlie e i nipoti, tra cui il piccolo Manuel, il “picciriddu” presente sulla copertina di un libro di suoi racconti. Così noi tutti del Liceo delle Scienze Umane vogliamo ricordare Gianni, con la sua eccentrica umanità, con la sua generosità straordinaria, con il suo amore profondo per Selinunte e il suo Parco Archeologico di cui conosceva ogni pietra, ogni frontone, ogni tempio, ogni sentiero e presso cui spesso conduceva i turisti offrendosi come guida, senza mai chiedere nulla in cambio. Vogliamo ricordare Gianni come docente affettuoso e amorevole ma severo e pretenzioso perché la cultura è una cosa seria. Così seria che lui ha dedicato la sua intera vita ai libri e allo studio. Il nostro Liceo con questo murale, offre un dono ad uno dei suoi più grandi figli e intellettuali, augurandosi di potere rinascere insieme a tutta la comunità di Castelvetrano da anni bui e vischiosi in cui un eccessivo ed egotico narcisismo ha visto una frammentazione della cultura in tanti rivoli diversi che non conducono alla crescita bensì alla dispersione di energie, talenti e risorse che Castelvetrano possiede e deve valorizzare, custodire e proteggere. Perché chi non riconosce e non custodisce la Bellezza, non la merita. I nostri figli meritano adulti più maturi e consapevoli, protagonisti e artefici della loro piena realizzazione umana e culturale ma anche del loro benessere e della loro felicità. Questa manifestazione vuole essere un momento di condivisione, di gioia e di gratitudine per la ricchezza umana e culturale di Gianni Diecidue e un invito a potere collaborare insieme per il bene dell’intera comunità castelvetranese. Il murale sarà affisso su una parete di una casa ormai decadente di via Delle Due Sicilie, la via che conduce proprio al Liceo delle Scienze Umane. Con questo gesto simbolico si vuole ricondurre altresì, al decoro e alla bellezza un edificio ormai fatiscente, grazie alla generosità della famiglia proprietaria dell’immobile. Perché ancora una volta, tutti noi del Liceo delle Scienze Umane siamo pienamente convinti che solo la bellezza potrà dare un senso al nostro vivere mortale e potrà salvarci da qualsiasi deriva morale, etica e culturale. La Bellezza è e resta terra di appartenenza e la Scuola, laboratorio e fucina di Cultura e Humanitas. Non importa quanto possano essere più o meno grandi i nostri gesti, importa quanto amore e passione vi mettiamo nel compierli e offrirli agli altri. Siamo sicuri che ovunque si trovi Gianni Diecidue, l’otto marzo del 2023, ci guarderà benevolo e sorridente forse anche sornione.  Ascolterà le sue poesie lette e accompagnate dal suono della chitarra e la narrazione del progetto da parte dei nostri e “suoi” alunni. Perché quando si è docenti, lo si è per tutta la vita e perfino oltre la vita stessa. Grazie Gianni, per tutto quello che hai fatto per la tua e nostra città. Buon compleanno illustre poeta e professore.

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