Vincenzo Sammartano – Gli euroscettici, da questa parte del canale della manica, vedono la Brexit come la vittoria del popolo sulla cattiva e dispettosa Europa.
Eppure le cose in Gran Bretagna sono molto molto diverse da quello che sembrano. Tante le società che hanno lasciato la City. Tanti gli investimenti che sono stati deviati in altri paesi all’interno dell’Unione Europa. Tante le promesse non mantenute da coloro che spacciavano la Brexit come la soluzione a dei problemi strutturali mai pienamente risolti.
Adesso il dibattito all’interno del Regno Unito è serrato. La Brexit è una bruttissima copia di ciò che era stato raccontato ai sudditi dell’allora Regina Elisabetta.
Non ci sono solo i contrasti interni tra Scozia, Galles e Inghilterra. Ma anche quelli generazionali, con i giovani che si sono visti chiudere le porte dell’Europa da un referendum che non hanno mai appoggiato.
Oggi, un nuovo sondaggio mostra che il 60% degli elettori del Regno Unito ritiene che Brexit sia stata la scelta sbagliata. Se poi si guarda la fascia di età 18-24, la percentuale pro-EU diventa del 79%. Facile immaginare le tensioni generazionali all’interno della società del Regno Unito.
Si era detto che L’NHS (la sanità britannica) avrebbe avuto più finanziamenti al di fuori dall’Europa. Invece l’NHS è notevolmente peggiorata rispetto a prima.
Si era detto che si sarebbero meglio controllate le frontiere. Invece l’immigrazione è rimasta. Attirare lavoratori qualificati è invece sempre più difficile. Molti sono i settori in forte stress. In primis quello delle costruzioni industriali con i sindacati che spaventano e non poco gli investitori.
La sensazione è che siamo vicini ad una svolta. È solo questione di tempo. La politica del Regno Unito, sotto le spinte separatiste scozzesi e sotto le spinte dell’opinione pubblica, non potrà ancora per molto far finta di nulla. Prima o poi bisognerà ascoltare la voce dei giovani. Per un nuovo referendum. Per un nuovo biglietto. Londra Brussels solo andata.




























