VINCENZO SAMMARTANO – Si riaccendono le centrali a carbone. Con buona pace del Cambiamento Climatico.
La Russia chiude pian piano i rubinetti del gas. Anche perché, come sostengono da Mosca, l’embargo messo in atto dai pesi occidentali sta assottigliando le scorte dei ricambi delle turbine, così come degli altri macchinari necessari a pompare il gas dai pozzi alla rete di distribuzione europea.
Comunque, qualunque sia la ragione, il dato di fatto è che il flusso di gas verso l’Europa sta diminuendo.
Nonostante l’Olanda abbia nella zona del porto di Rotterdam, e più esattamente a Maasvlakte, impianti di LNG, il governo olandese ha dato il via libera all’aumento di energia elettrica tramite l’utilizzo del carbone. Parola d’ordine risparmiare gas.
Anche la Germania sta andando verso la stessa direzione al fine di garantire le scorte di gas per il prossimo inverno. Anche perché nessuno si aspettava una guerra così lunga con una fine e con degli sviluppi ancora incerti.
Con le vigenti norme, in Olanda, gli impianti a carbone potevano essere utilizzati solo al 35% della potenza. Questo per limitare le emissioni di CO2. Con la crisi energetica, le autorità olandesi hanno tolto i vincoli, e le centrali a carbone potranno essere utilizzate al 100% della loro capacità.
Il governo olandese ha anche esortato la popolazione, così come le aziende, a risparmiare energia.
Per il 4 Luglio sono previsti una serie di raccomandazioni governative per il risparmio energetico. Perché come ha dichiarato il ministro del clima e dell’energia, ogni metro cubo di gas, oggi conta molto più di quanto non contava in passato. E non solo da un punto di vista puramente economico.
C’è da aspettarsi anche in Italia una stretta sui consumi?




























