Guerra Russia-Ucraina, la centrale nucleare di Chernobyl è senza elettricità

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Terminati i colloqui di oggi tra Ucraina e Russia, avvenuti in videoconferenza. Una “pausa tecnica” al momento. Riprenderanno domani. L’attesa è tanta perché si tratta di giornate importanti sul fronte diplomatico, dove tutto potrebbe cambiare improvvisamente, o ribaltarsi drasticamente. I bombardamenti proseguono senza sosta e le milizie russe avanzano verso Kiev. Il negoziato risulta difficile perché gli scenari politici, da entrambi i lati, risultano essere diversi. Le milizie russe si trovano ormai alle porte delle più importanti città ucraine. Fino a dove vuole spingersi Putin? Vuole solamente l’Ucraina e Kiev –ormai bombardata e distrutta- oppure si spingerà fino ai confini europei? Dopo aver conquistato Kiev, o raggiunto un compromesso con Zelensky, quale sarà il destino dell’Ucraina?

L’allarme nucleare intanto rimane una costante in questo conflitto. La linea elettrica che alimenta la centrale di Chernobyl e la città di Slavutych risulterebbe nuovamente danneggiata dagli occupanti russi, dopo la riparazione effettuata dai tecnici di Ukrenergo. Il 13 marzo, i tecnici avevano riparato la linea elettrica ad alta tensione che alimentava la centrale nucleate ma alle 19:07, i lavori sarebbero stati interrotti perché i russi avrebbero danneggiato nuovamente la linea. La centrale nucleare di Chernobyl non può rimanere senza energia elettrica. “Ukrenergo sottolinea che il Chornobyl NPP è un importante impianto che non può essere lasciato senza un approvvigionamento energetico affidabile. L’alimentazione degli abitanti di Slavutych dipende anche dalle linee elettriche della centrale nucleare. Pertanto, l’accesso rapido e libero degli equipaggi di Ukrenergo a queste linee per ispezioni e riparazioni è estremamente importante non solo per i consumatori ucraini ma anche per l’Europa nel suo complesso. Un’alimentazione stabile aiuterà a evitare il ripetersi del disastro di Chernobyl e a salvare la vita e la salute delle persone che potrebbero essere colpite” si legge in una nota di Ukrenergo. Quali potrebbero essere le conseguenze di queste interruzioni elettriche? C’è il rischio concreto di fuoriuscite di materiale radioattivo? Quali sono i rischi per l’Europa? C’è forse il rischio di una Chernobyl 2?

La guerra di Putin ha portato ad un inasprimento delle sanzioni economiche dell’Occidente contro la Russia. Quali saranno le contro-sanzioni di Mosca? Le bombe intanto continuano a cadere in Ucraina, vengono bombardati edifici non militari e muoiono tanti civili. Sono tanti i profughi che scappano via dalla guerra per mettersi al sicuro in Europa, raggiungendo i confini e schivando i cecchini. Altri vengono uccisi in strada, con la valigia in mano, ad un passo dalla salvezza, di un abbraccio e di un tetto. Ci sono poi gli “invisibili” che non riescono a fuggire da Kiev, che vivono nascosti in casa o all’interno dei rifugi e delle stazioni. Che vivono ogni giorno con il suono delle sirene antiaereo, con i documenti in mano e uno zaino in spalla, pronti a nascondersi o fuggire via. Trovare benzina è difficile, come lo è anche riuscire a spostarsi da un luogo ad un altro senza rischiare di essere uccisi in un’imboscata. Non ci sono più aeroporti disponibili e anche viaggiare in macchina è rischioso. La linea ferroviaria è l’unico mezzo ancora integro, lasciato a disposizione per i civili ma bisogna raggiungerlo e trovare i mezzi per farlo. Non tutti riescono. Manca il cibo, il supporto medico per curare i feriti e gli ammalati gravi. Tutte le città italiane si stanno mobilitando con una catena di solidarietà, attivando la macchina dell’accoglienza e aprendo le porte alle famiglie ucraine. Associazioni, volontari e comuni, accolgono nelle proprie case famiglie distrutte, spezzate dal dolore e che hanno soltanto bisogno di serenità.

Le multinazionali americane come McDonald’s, Coca-Cola, IBM, Pizza Hut, Yum brands, Procter & Gamble, hanno chiuso i loro punti vendita in Russia. Putin sicuramente aveva messo in conto le sanzioni e la sua risposta è arrivata immediatamente. Mosca infatti ha assicurato che la Russia ha i fondi necessario per rimborsare il debito pubblico. “Abbiamo la quantità di fondi necessaria per soddisfare i nostri obblighi. Il congelamento dei conti in valuta estera della Banca di Russia e del governo della Federazione Russa può essere visto solo come l’intenzione di alcuni paesi stranieri di organizzare una bancarotta artificiale” ha fatto sapere Anton Siluanov, ministro delle finanze russo, in una dichiarazione all’agenzia di stampa russa Ria Novosti.

Continuano intanto ad aumentare i prezzi dei carburanti. La benzina supera i 2 euro e 30, mentre il diesel ha superato il costo della benzina.  La Procura di Roma sta svolgendo accertamenti in merito agli aumenti del carburante, indagando contro ignoti senza ipotesi di reato. L’aumento dei costi del carburante rischiano di causare un effetto domino su tutte le imprese e nei vari settori perché circa l’85% delle merci italiane arriva sugli scaffali su strada. Molte aziende potrebbero chiudere, quindi  licenziare dipendenti. Ci potrebbe essere un blocco di circa 200 prodotti, sia agricoli, elettronici che di altro genere dalla Russia. Quindi non soltanto il gas e il petrolio ma anche il nickel e l’alluminio ma anche potassio e fosfati che vengono usati nei fertilizzanti. Alcune aziende si trovano già in difficoltà a causa dei rincari sulle materie prime, le perdite sono colossali per le aziende e gli autotrasportatori scendono in piazza perché non riescono a rientrare nei costi dei carburanti che continuano a salire. Cereali e grano provengono direttamente da Russia e Ucraina e i prezzi hanno già subito un’impennata. Ma gli aumenti dei carburanti rappresentano un grande problema per l’intera commerciale perché i trattori rischierebbero di rimanere fermi, anche la catena dei pescherecci rischia di non poter partire dai porti, con il rischio quindi di soffocare definitivamente il mercato italiano a favore del mercato estero che potrebbe diventare l’unico fornitore. Gli autotrasportatori si oppongono a questi aumenti e scendono in piazza per protestare.  Intanto è già psicosi tra gli italiani; molti hanno preso d’assalto i supermercati per rifornire le proprie case di pasta, altri ancora i distributori di benzina. Scenari da dopoguerra, proprio come è accaduto durante la prima fase della pandemia.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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