sabato , 21 Maggio 2022

Guerra Russia-Ucraina: “una mattina mi sono alzato e ho trovato l’invasor”

“Le sanzioni alla Russia equivalgono a una dichiarazione di guerra” ha dichiarato Putin. Si chiude ogni spiraglio di negoziato in questa folle guerra tra la Russia, contro l’Ucraina. Il Presidente Vladimir Putin, infatti, non sembra voler fare alcun passo indietro ma al contrario, continua ad alzare il tiro, spingendosi sempre un gradino più in alto. All’indomani del secondo round dei colloqui tra Ucraina e Russia, che si sono conclusi con un risultato inconcludente, a parte l’intesa sull’apertura di corridoi umanitari per evacuare i civili, che sono saltati in breve tempo. I bombardamenti non si sono interrotti ma al contrario, intensificati. La tregue, dunque, è fallita e l’offensiva è ripresa, mentre i civili continuano ad abbandonare le città sotto assedio. Pochi giorni dopo il negoziato, i servizi segreti ucraini hanno ucciso un membro della squadra negoziale di Kiev perché accusato di tradimento. Ci sarebbero state “forti prove” che stesse divulgando informazioni sensibili alla Russia. Si riaccendono i riflettori sulla questione nucleare. Dopo aver preso Chernobyl, i militari russi hanno assediato e colpito la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, dove si è sviluppato un incendio. La più grande d’Europa avrebbe potuto generare il più grande incidente nuclerare del mondo, fortunatamente sfiorato. Ore di preoccupazione in tutto il mondo, con un incendio che è stato domato. La struttura non è stata compromessa e, da quanto emerge, i livelli di radiazione sarebbero rimasti nella norma e nessun reattore sarebbe stato colpito. “Nessun reattore è stato colpito e non c’è stato nessun rilascio di radiazioni nell’ambiente” ha dichiarato l’Agenzia Internazionale per L’Energia Nucleare (Aiea).  La centrale dispone di ben sei reattori e un’eventuale esplosione potrebbe causare un effetto sei volte superiore a quello di Chernobyl. Dopo che l’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia è stato domato, a seguito dell’attacco da parte dei russi, sono state monitorate le condizioni della struttura. Il paese si prepara ad ogni scenario, mettendo in moto i soccorsi e dipartimenti d’accoglienza. C’è a fase del soccorso, dell’accoglienza, dell’emergenza ma anche dell’assistenza. I combattimenti hanno interessato anche la città di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, a 70 miglia dalla centrale nucleare di Yuzhnoukrainsk.

Non sono state rilevate vittime o picchi di radiazione. “Abbiamo vissuto una notte che potrebbe fermare la Storia. La storia dell’Ucraina. La storia dell’Europa” ha dichiarato il presidente ucraino Zelensky. Uno scenario apocalittico che non sembra trovare spiragli, con un flusso di profughi in fuga e che hanno perso tutto, lasciando gli uomini a combattere, senza sapere se potranno mai più riabbracciarli. I mercati europei  crollano a picco, il prezzo della benzina  supera i 2 euro e il gas torna a salire. Una guerra che coinvolge tutti. Una guerra di tutti. Molte aziende non riescono a rispondere alle esigenze del mercato perché molti prodotti provengono direttamente dall’Ucraina o dalla Russia, ma a causa della guerra in corso non è possibile farli pervenire in Italia. Ma oggi tutto rimane fermo. I prezzi continuano a salire. L’Italia sta scendendo in piazza, i comuni si stanno mobilitando per l’accoglienza, facendo raccolte di beni di prima necessità e mettendo a disposizione posti letto. Nessuno rimane indifferente al dramma e al dolore di chi si trova in difficoltà. Il prezzo della benzina supera i 2 euro e il gas torna a salire. Oggi anche la politica italiana sembra essersi svegliata improvvisamente dal torpore russo, prendendo le distanze da Putin. Molti non indossano più la magliettina con la sua faccia, altri non lo elogiano più. Tutti ne prendono le distanze, seppur non citandolo esplicitamente sui social nei messaggio contro la guerra che vengono condivisi su twitter dai vari leader di partito. Tutto ciò non poteva essere fatto anche prima? E’ possibile che la politica italiana abbia acquisito consapevolezza su Vladimir Putin solamente adesso, dopo averlo elogiato in tutti i modi e in tutte le sedi? Se ci fosse stata una maggiore presa di posizione da parte dei paesi europei, nel trovare alternative energetiche a Putin, con la consapevolezza dei rischi, probabilmente non si navigherebbe a vista e ci sarebbe un cuscinetto. Questa è anche una guerra di sabotaggi e sabotatori, che giocano all’attacco, usando anche i mezzi d’informazione che abbattono ripetitori televisivi ma che usano la propaganda mediatica. Una guerra fatta dagli hacker che attaccano la Russia e le sue fortezze informatiche e bunker sotterranei. In questa guerra, di guardie e ladri, ci sono anche le spie, come nei più grandi film. Questo però non è assolutamente un film di spionaggio. Magari lo fosse. Qui il finale non si conosce. Qui ci sono soltanto le vittime che hanno perso tutto, da un giorno all’altro, senza sapere il perché e che improvvisamente sono state costrette a preparare una valigia con molta fretta, semplice e scarna, inserendo tutta una vita in un colpo solo. Rinunciando a ricordi e piccole cose accumulate nel tempo che molto probabilmente diventeranno macerie. “Chi vede come noi uomini siamo fatti e pensa che la guerra è bella o che valga più della pace è storpio di mente.” (Cartesio)

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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