No Green Pass: sabato di proteste in tutta Italia

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Sabato di proteste in tutta Italia. Era stato annunciato già nei giorni scorsi. C’era stato un gran tam tam sui social e nei vari gruppi telegram, tra i No Green Pass e attivisti. La prima manifestazione è avvenuta a Napoli, intorno alle ore 15:00, con una corsia stradale ostruita da una coda di gente armata da cartelloni con su scritto: “l’associazione a delinquere sono loro”. Su alcuni cartelli era raffigurata l’immagine del premier Mario Draghi. Il corteo, nel tardo pomeriggio, si è diretto in centro città. Non sono mancati i già rinomati inni No Green Pass come: “se non cambierà lotta dura sarà”, con fumogeni che si sono elevati al cielo durante tutto il percorso che hanno fatto i manifestanti. Un presidio di forze dell’ordine ha monitorato e presidiato il corteo. I manifestanti si sono riuniti poi in Piazza Plebiscito. Parallelamente, a Milano, i manifestanti sono scesi in strada, sotto la pioggia, sfilando tra le arterie e in prossimità di Piazza Duomo, con il cordone delle forze dell’ordine che supervisionava l’intera area. Ci sono stati anche attimi di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Non sono mancati gli insulti ai giornalisti, definiti dai manifestanti come “terroristi”. Manifestazioni No Green Pass anche a Torino nel tardo pomeriggio, con un nutrito gruppo di persone che è scesa in piazza e che si è opposto ai vaccini, sia al megafono che sui manifesti. Non hanno risparmiato trattamenti poco lusinghieri nei riguardi della stampa. Tanti fumogeni, bandiere e slogan come “libertà libertà” e poi ancora striscioni con su scritto “lavoro, dignità, no green pass”. Ci sono state manifestazioni No Green Pass anche in altre città d’Italia, da Nord a Sud.

Notizia recente: il portuale triestino Fabio Tuiach, in prima fila ai comizi No Green Pass in piazza, insieme a Stefano Puzzer, è stato licenziato dall’Agenzia per il lavoro portuale di Trieste perché, pur essendo assente da lavoro per malattia, si trovava in piazza tenendo un comizio pubblico. Tuiach è un personaggio ben noto a Trieste; ex consigliere comunale alle file della destra, anche la più estrema, successivamente divenuto cattolico. E Puzzer? Non ha commentato quanto accaduto al suo compagno di brigata. Invece ha voluto commentare i fatti che hanno riguardato l’ultima manifestazione tenuta dai No Green Pass a Trieste in data 7 novembre, pochi giorni dopo che si era recato in piazza del Popolo, a Roma, aspettando  Mario Draghi, il Papa e la Russia, su una panchina, preparando quattro sedie di plastica per i suoi graditi ospiti, che non sono mai arrivati. Era il 2 novembre, Puzzer aveva radunato un centinaio di persone, mettendo in atto una manifestazione non autorizzata e invece di ricevere i tanto attesi ospiti aveva ricevuto un Daspo di un anno da Roma. Nel corso della manifestazione del 7 novembre, a Trieste, Puzzer non era sceso in piazza a protestare ma qualcuno dei suoi sostenitori ha indossato persino una maschera di cartone raffigurante il suo volto. Oltre ai soliti inni, slogan e manifesti, ci sono stati anche momenti di tensione con le forze dell’ordine. Le piazze e le strade erano blindate. Era presente alla manifestazione anche il consigliere comunale triestino Ugo Rossi. In merito ai fatti di quel giorno, Puzzer ha scritto che: “la preparazione del comune blindando la città ci è sembrata deplorevole ed in tutto e per tutto un’istigazione, un presagio di “guerra” –ha poi aggiunto- “vogliamo sottolineare la nostra più totale solidarietà ai cittadini che sono stati malmenati ingiustamente durante i fatti avvenuti al termine del corteo” –e ha concluso- “ribadiamo con forza e determinazione che non abbiamo alcuna intenzione di mollare e andremo avanti fino al raggiungimento dell’obbiettivo”. La domanda di questi giorni rimane una: il movimento No Green Pass ha deciso di scendere in politica? Sta per nascere un vero e proprio movimento? A Torino si è tenuto un convengo dal titolo “Le politiche pandemiche” che ha avuto come argomento chiave lo stato di emergenza che, secondo i no green pass, non finirà ma servirà per trasformare il passaporto vaccinale in uno strumento di controllo. Tra gli ospiti all’evento di Torino c’era Carlo Freccero, Massimo Cacciari e lo stesso Stefano Puzzer. L’obiettivo di questo incontro? Creare un movimento, un partito per raccogliere le anime dei No Green Pass. Lo stesso Puzzer, sulla sua pagina facebook ha condiviso la diretta video dell’evento scrivendo: “eravamo a Torino ad un convegno veramente molto interessante.Dobbiamo e sarà nostra premura portare queste e altre personalità nelle nostre piazze”. Eppure il concetto No Green Pass, legato alla politica, dovrebbe risultare lontano dalle corde di Puzzer. Quando ha presentato ufficialmente il “coordinamento 15 ottobre”, che era contro l’obbligo vaccinale e il green pass, lo stesso Puzzer aveva sottolineato che il gruppo era apolitico e che: “se qualcuno vuole fare politica qui troverà le strade sbarrate”. Cosa è cambiato? E’ cambiato che il 28 ottobre scorso, a distanza di un tempo veramente breve, c’è stato un cambio di rotta e con un comunicato stampa, Puzzer ha annunciato la sua fuoriuscita dal “Coordinamento 15 ottobre”, sottolineando che –come si legge nel comunicato- “non è assolutamente dovuta ad una rottura di nessun tipo ma solamente c’è la necessità di creare una sinergia più efficace tra competenze di carattere tecnico scientifico e stampa ed un’azione di carattere popolare fatta di manifestazioni ed organizzazioni dei lavoratori sul territorio” – conclude- “quindi, nessuna spaccatura o astio, ma solamente due modi diversi di collaborare insieme e di arrivare all’obiettivo, che rimane comune”.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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