lunedì , 24 Giugno 2024

E’ uscito l’undici giugno il video del nuovo singolo di Cico Messina “Sikelìa”

Diretto da Antonio Messana, regista Trapanese, il video è un piano sequenza che porta lo spettatore all’interno della “stanza della Musica” di un vecchio baglio spagnolo, tra le campagne siciliane. Come in un Decamerone dei giorni nostri, questa volta i protagonisti sono otto musicisti con storie di musica e di vita che si intrecciano e provano a rigenerare ciò che la pandemia ha silenziato o, in alcuni casi, distrutto: musica dal vivo, concerti e spettacoli.

La prima storia è quella di Jerusa Barros cantante capoverdiana, nata nell’isola di Sal ma trasferitasi a Palermo quando era ancora bambina. Jerusa ha tradotto in Creolo “Sikelìa”, il brano scritto da Cico Messina, esaltando la “Morabeza”, quel senso di nostalgica appartenenza alle proprie radici.

Quindi c’è la storia Francesco Messina “Cico”, autore del brano. Dopo aver preso parte e aver prodotto diverse Band musicali con cui ha girato Italia ed Europa, ha deciso di tornare in Sicilia in modo da riscoprirla e rivalorizzarla.

Troviamo poi la storia dei Seabemolle il progetto artistico musical-marinaresco “spinto dal vento” e dall’idea poetica di portare arte e musica attraverso il mare, realizzato da un collettivo di musicisti e artisti che si sposta per il Mediterraneo navigando con la barca a vela Nuages, un Nelson 38 del 1985. (Fonte Balarm)

Restano infine le storie dei marsalesi Dario Salerno, Salvo Casano, Peppe Pipitone e Joe Santoro (quest’ultimo di Valderice). Legati da una lunghissima amicizia, fortificata dai tantissimi progetti musicali intrapresi negli anni che hanno creato un ormai riconoscibile “Sound” lilibetano.

Il luogo delle riprese è “Il Baglio” di Nicola Candela che ha aperto i portoni e il cuore del suo antico casale.

Il Baglio é un centro Cultu-Rurale per le arti performative, il dialogo interculturale, l’agricoltura bio-etica e le economie alternative sostenibili: uno spazio pensato dall’esigenza di ridefinire i territori, ripianificare il fenomeno migratorio e ripensare il ‘mescolarsi’ come valore centrale dell’incontro tra culture.

Il progetto é promosso dall’associazione culturale LiberaMeLiberaTutti e sostenuto dall’azienda agricola Xiggiari.

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