mercoledì , 14 Aprile 2021

Coronavirus: dalla zona arancione in Sicilia alle proteste a Napoli e Milano

Conclusa la Pasqua e la Pasquetta e terminata la chiusura totale su tutto il territorio nazionale, l’Italia torna a spaccarsi in due colori. C’è la Zona Arancione con Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto e alle Province autonome di Bolzano e Trento. C’è poi la Zona Rossa con Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta. Nessuna regione si trova attualmente in Zona Bianca e nessuna in Zona Gialla. Sono 10.680 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Italia nelle ultime 24 ore. La Sicilia, nonostante il dato preoccupante che è di 909 nuovi positivi al Covid nelle ultime 24 ore, rimane in zona arancione, anche se la città di Palermo, nelle prossime ore, potrebbe essere dichiarata zona rossa. La Campania, questa mattina, si è svegliata in Zona Rossa e lo rimarrà fino al 20 aprile. La regione ha registrato 929 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. Un dato preoccupante. Gli ambulanti sono scesi in strada per protestare e opporsi alle restrizioni. Non è la prima volta che succede che gli ambulanti scendono in piazza. Questa volta gli ambulanti campani hanno bloccato l’autostrada Napoli-Caserta, mettendo di traverso alcuni camion: “noi siamo qua perché abbiamo a casa i bambini che devono mangiare” dice qualcuno al microfono di un giornalista. Non ci sono bandiere politiche in mano ai manifestanti, non c’è un corteo supportato da bandiere di partito: ci sono soltanto le voci e la rabbia degli ambulanti, sommata alla disperazione di chi deve sostenere la famiglia e non sa come fare e chiede aiuto al governo. Anche a Milano c’è stata una protesta di amulanti lungo le strade, con le forze dell’ordine in tenuta antisommossa a sorvegliare il corteo in movimento. “Non abbiamo più le forze” hanno urlato i cittadini che hanno aggiunto “vogliamo soltanto lavorare”. Nessuna bandiera politica anche qui, soltanto bandiere dell’Italia, poi urla, trombette, fischi e un clima abbastanza agitato con tanta disperazione e voglia di essere ascoltati. “Abbiamo famiglia, vogliamo lavorare”, recitavano i cartelloni che portano in mano i manifestanti. Nel primo pomeriggio, c’è stata una manifestazione anche a Roma. In questo caso, però, non si è trattato di una manifestazione pacifica: alcuni manifestanti hanno rivolto insulti alle forze dell’ordine e hanno lanciato bottiglie. Tensione nel pomeriggio anche a Milano, con una protesta degli ambulanti davanti alla Prefettura: “vogliamo parlare con qualcuno!” hanno urlato i manifestanti che hanno lamentato la chiusura prolungata che dura ormai da più di un anno.

Milano

Mentre in Sicilia venivano applicate le misure restrittive nei giorni di Pasqua e Pasquetta e le famiglie rimanevano a casa, confinate, senza poter abbracciare i propri casi, qualche scriteriato ha organizzato una bisca clandestina con 15 persone, dentro la propria abitazione. I Carabinieri hanno individuato un gruppo di persone che giocava a carte, scommettendo con la presenza di un registratore di cassa, block notes, turni di gioco. E’ stato sequestrato tutto. Non è successo a Petrosino ma in un’altra città. Lo riferisce Gaspare Giacalone, Sindaco di Petrosino, che in una nota su facebook precisa: “Non è stata scoperta nessuna bisca clandestina a Petrosino. Lo dico per smentire la notizia riportata nelle ultime ore da diversi organi di stampa locale. Da quanto riferitomi dai carabinieri, la bisca scoperta si trovava in un altro comune. Così, giusto per chiarezza e verità”.

MIlano

Pochi giorni fa, i carabinieri hanno bloccato un rave party nel quartiere Arenella di Palermo, nei pressi della discoteca “Il Moro”, organizzato dopo un tam tam sui social. All’arrivo dei Carabinieri, alcuni sono fuggiti, altri invece sono stati identificati e sanzionati. “I dati dell’andamento epidemiologico in città, al momento forniti dagli uffici tecnici, sono preoccupanti. Ho chiesto, dunque, al presidente della Regione Nello Musumeci di adottare le misure più restrittive e di farsi carico, con il governo nazionale, dei ristori per le attività economiche. Non si scherza con la vita delle persone” , afferma il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “Abbiamo registrato negli ultimi giorni un aumento dei contagi nella città di Palermo, con una conseguente crescente pressione sui reparti di terapia intensiva. I parametri per dichiarare la “zona rossa” non sono stati ancora raggiunti” –dichiarava ieri il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, aggiungendo“Il sindaco di Palermo può nel frattempo, se lo ritiene, assumere iniziative restrittive anche sul fronte scolastico”.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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