VINCENZO SAMMARTANO – Marzo 2020 – Marzo 2021. Un anno sospeso tra tante incertezze e che viene rappresentato perfettamente da due dati: il consumo energetico edil totale dei decessi dell’anno appena trascorso. Entrambi i dati sono rappresentativi di periodi storici equiparabili al primo dopoguerra.In particolare i decessi,746.146 totali con un eccesso di 100.526 rispetto alla media dei 5 anni precedenti. L’impatto sull’occupazione e sulla qualità della vita degli italiani,è oggi appena immaginabile, e forse, solo la storia potrà quantificarne la dimensione e gli effetti della pandemia.I numeri non mentono. I numeri, per loro stessa natura, non sono negazionisti di se stessi.

Eppure, la luce in fondo al tunnel si comincia a intravedere. I vaccini ci indicano la via d’uscita. Ma non basta. Ci vuole e ci voleva di più. E quel di più lo ha raggiunto con tanta determinazione l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte cheha dovuto fronteggiare una situazione inaspettata, nuova ed imprevedibile. Qualcuno rimprovera all’ex Presidente del Consiglio di aver accentrato a se il potere e di aver guidato una nazione a colpi di DPCM. Forse è anche vero. Ma è altrettanto vero che la politica italiana, oggi, non offre molto. Tra tanti (politicamente e culturalmente) nani,una persona normale appare un gigante.
E forse un po’ “gigante” lo era, avendo dovuto prendere decisioni sulla base delle risorse disponibili. Uno su tutti, i 9 posti letto in terapia intensiva a disposizioneper 100 mila abitanti, contro i 29 della Germania. Numeri drammatici che non mentono sulle responsabilità dei governi passati e che hanno costretto il sistema Italia ad affrontare una pandemia globale con pochissime risorse.
Ma il vero capolavoro del Prof. Giuseppe Conte è stato quello di convincere i partner europei ad accettare di aprire una linea di credito comune, destinando all’Italia oltre 200 miliardi di euro.
Adesso c’è un nuovo Governo. Un nuovo Presidente del Consiglio. Nuovi ministri. Anche se alcuni di questi, proprio nuovi non sono, ed in passato hanno già ampiamente dimostrato tutti i loro limiti, rappresentando un ossimoro se si accostano alcuni dei nomi con la definizione di “Governo dei Migliori”.
Per investire in modo effettivo le risorse del Recovery Funds si dovrebbe avere una visione a lungo termine, ma ad oggi non ci è dato sapere quale visione dell’Italia ha un governo con una maggioranza così larga e molto eterogenea. Transizione energetica, digitale, viabilità sostenibile, lavoro e trasporti dovrebbero essere le colonne principali su cui basare una serie di investimenti, con la consapevolezza che tuttonon sarà come prima.Il presente dell’Italia del 2040 sarà funzione della bontà delle scelte di oggi e della qualità del Recovery Plan. La speranza è che le manovre che hanno portato alla nascita di questo governo, non nascondino in realtà le prove generali di un nuovo “assalto alla diligenza”. Ma questa è un’altra storia.



























