
Il video di padre Bruno de Cristofaro, in cui asseriva che le torture eseguite da Mengele ad Auschwitz e l’aborto sono la stessa cosa, magicamente è scomparso da youtube ed è stato cancellato persino il suo canale. Come mai? Chi ha rimosso il video e il canale youtube? Forse il prete si è pentito per le sue esternazioni oppure l’eco mediatico che hanno avuto quel video è diventato troppo grande e inaspettato tanto da spingerlo a rimuovere tutto per evitare ulteriore ripercussioni sulla sua toga? Pubblicherà forse un video in cui si scuserà per quanto ha asserito? Oppure ha semplicemente ricevuto una “tirata d’orecchie” da parte di Mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo? Domande, ipotesi, supposizioni che al momento albergano nella mente ma non hanno alcuna risposta certa. L’unica certezza al momento è che il video non è più presente nel suo canale, che è stato rimosso. Non c’è stato nessun video ulteriore in cui spiega il perché della rimozione. Arriverà? Vedremo…
Ma ripercorriamo la vicenda per chi se la fosse persa. Padre Bruno de Cristoforo, nel giorno della memoria, ma pubblicato su suo canale youtube un video in cui asseriva che le torture eseguite dal Dottore della morte e membro delle SS Josef Mengele sono paragonabili all’aborto. Per dovere di cronaca, ricordiamo che l’aborto è sancito dalla legge del 194 del 22 maggio 1978, che garantisce la tutela della salute psicofisica della donna e la possibilità di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza. Rappresenta una tutela per le donne e non un forma di tortura o una violazione del codice deontologico. Indubbiamente si può essere favorevoli o contrari all’aborto, nessuna legge vieta di pensarla diversamente ma certamente l’aborto non rappresenta una forma di tortura paragonabile a quelle che faceva Mengele nei campi di sterminio. L’aborto, ricordiamo, viene sancito dalla costituzione e avviene nel rispetto tra le parti e con il consenso delle parti in causa. Sempre per dovere di cronaca, ricordiamo che Josef Mengele, considerato l’angelo della morte, l’incarnazione del male assoluto, ha ucciso almeno 400.000 prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz. Ha torturato, mutilato e ucciso tanti bambini nel corso dei suoi esperimenti degenerativi di carattere medico di quella che possiamo definire pseudo-scienza nazista.
Mengele non curava i suoi pazienti, non rispettava nessun codice deontologico e non rispettava il volere dei pazienti ma trattava tutti come vere e proprie cavie da laboratorio e poi, quando non gli servivano più, li uccideva nelle camere a gas. A lui interessavano in particolar modo i gemelli, i nani, i rom, e i bambini. Quest’ultimi li invitava nel suo laboratorio con dei giocattoli o con delle caramelle, talvolta faceva credere loro che avrebbero visto la loro mamma, che in realtà era già morta all’arrivo. I bambini, con gli occhi pieni di lacrime e la speranza nel cuore, seguivano il “dottor morte” nel suo laboratorio e proprio li iniziavano le torture, gli esperimento che talvolta venivano fatti con la benzina iniettata per via endovenosa, o con la somministrazione virus, c’era poi la vivisezionava dei corpi senza anestesia mentre erano ancora in vita e quando non gli servivano più per i suoi esperimenti li spediva nelle camere a gas. Non ha mai pagato un solo giorno per i suoi crimini orrendi e non si è mai pentito per quello che ha fatto. Ha vissuto vigliaccamente da uomo libero fino a 67 anni, senza mai subire un processo e senza mai scontare un giorno di prigione. Paragonare un criminale nazista, che considerava gli esseri umani come vere e proprie cavie, che li trattava senza pietà, ad una legge sancita dalla costituzione italiana che ne garantisce tutti i diritti e che viene applicata nel rispetto delle parti, risulta un vero e proprio insulto alla memoria storica.



























