
L’Italia cambia nuovamente colore a causa dell’elevato numero di contagi da Coronavirus. Il Premier Conte ha firmato il nuovo DPCM che entrerà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Sei regioni rimarranno in zona gialla, altre ancora in zona arancione e poi ci sono Sicilia, Lombardia e la provincia autonoma di Bolzano che diventeranno zona rossa a causa dell’alto numero di contagi. La Sicilia sarà in zona rossa fino al 31 gennaio, per 15 giorni, a seguito della richiesta avanzata al ministro della Salute, sulla base dei dati relativi alla costante crescita dei contati. L’indice Rt regionale nel suo punto massimo segnala 1,25 e i 2000 nuovi positivi al giorno, facendo valutare al comitato tecnico scientifico e all’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato alla Salute l’opportunità di anticipare di una settimana quello che quasi certamente si sarebbe verificato tra una settimana. “Ho appena firmato l’ordinanza con la quale si recepisce il Dpcm e quindi la condivisione che il ministro Speranza ha voluto fare della nostra richiesta di istituire in tutta la Sicilia la zona rossa – afferma il presidente Musumeci – I dati dei contagi sono allarmanti e purtroppo non c’è altra soluzione. Non si può giocare con la vita e la salute delle persone. Sul fronte scolastico torneranno a scuola i ragazzi delle elementari e della prima media. Per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado varrà la didattica a distanza. Sono convinto che l’ordinanza senza le misure di vigilanza e senza le necessarie sanzioni rischia di essere inutile. Ecco perché rivolgo ancora una volta un appello ai prefetti e ai sindaci perché le forze dell’ordine e la polizia municipale possano essere mobilitate per questo tipo di attività”.
La Sicilia entrerà in Zona Rossa dalla mezzanotte tra sabato e domenica 17 gennaio, fino a domenica 31 gennaio ed è stato stabilito nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in linea con il DPCM e il governo nazionale. Nell’ordinanza di Musumeci, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sono state aggiunte misure ulteriormente restrittive: non sarà possibile fare visita a parenti e amici. Sarà vietato entrare e uscire dal territorio regionale, sarà vietato l’accesso e l’allontanamento dal proprio comune, salvo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. E’ vietato circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e privato, all’interno del territorio comunale, ad eccezione di comprovate esigenze lavorative, per acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni sanitarie. Sono vietati gli spostamenti, una volta al giorno, verso una abitazione nei limiti di due persone, per fare visita ad amici e parenti. Vengono mantenuti i controlli per passeggeri in arrivo nell’isola. Restano sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Aperti lavanderie, barbieri e parrucchieri, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Si svolgeranno, invece, le lezioni scolastiche in presenza nelle scuole dell’infanzia, primarie e il primo anno della scuola secondaria di secondo grado, come previsto dal DPCM, mentre le altre classi continueranno con la didattica a distanza. mo grado. Tutte le altre classi scolastiche e le Università continueranno con la didattica a distanza. Resta la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori e per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Questo ultimo punto, in queste ultime ore, sta suscitando particolare perplessità tra molti siciliani. Alcuni si chiedono come mai non possono far visitai a propri genitori anziani, anche utilizzando i dispositivi di protezione anti contagio, ma invece possono stare in una classe per sei ore, con circa trenta alunni. Tanti i cittadini che si chiedono come mai il Presidente Musumeci non abbia chiuso tutto, comprese le scuole, dato che i genitori rischierebbero di assembrarsi all’uscita e i figli all’interno “perché i bambini non sono immuni, perché si rischierebbe una catastrofe”, scrivono i genitori allarmati sui social che chiedono l’applicazione della DaD. Tanti i commenti sulla pagina facebook del governatore della Regione Siciliana, tante le parole dei cittadini insoddisfatti delle misure restrittive.
Per quanto riguarda l’apertura delle scuole, nel corso di una conferenza stampa è stato chiarito che l’apertura delle scuole fino alla prima media è in linea con lo screening avviato il 14 gennaio, che restituisce dati di positività molto bassi: la prima giornata di monitoraggio indica che su oltre 14mila test ci sono stati 48 positivi, per una percentuale dello 0,33%, con un minimo ad Agrigento (0,086%) e un massimo a Catania (0,6%). Questa la fotografia dei soggetti che rientreranno a scuola lunedì. Chiarito anche che per bar e ristoranti valgono le stesse disposizioni del DPCM emanato dal governo Conte. “La zona rossa– ha detto il presidente Musumeci – è stata una decisione sofferta e a lungo meditata. Applicheremo le restrizioni per due settimane, se i risultati non saranno soddisfacenti adotteremo ulteriori misure di restrizione e prorogheremo la zona rossa. Per quanto riguarda le scuole, se il dato non migliora chiuderò anche prima media ed elementari. Rinnovo l’appello a prefetti e sindaci a far rispettare le restrizioni. In merito all’accordo con Roma sul disavanzo – ha aggiunto Musumeci – permetterà alla Regione, come diceva Piersanti Mattarella, di avere finalmente “le carte in regola”. E’ un accordo che rappresenta l’autonomia della responsabilità”. Sul fronte della scuola, l’assessore Lagalla ha replicato a chi ha parlato di incoerenza: “Abbiamo ricevuto tanti consensi, lavoriamo affinché la vita scolastica prosegua nel rispetto delle regole e nelle condizioni di sicurezza per docenti e studenti, in piena coerenza con l’ordinanza regionale 5/2021 e il dpcm del 15 gennaio. A chi dice che abbiamo iniziato lo screening troppo tardi, dico che occorreva disporre campionamenti quasi in concomitanza del ritorno a scuola per fotografare la situazione attuale. Adesso abbiamo 15 giorni per verificare cosa succederà, ma siamo pronti a riammettere a scuola anche il 50% degli studenti delle superiori. Grazie all’assessorato alle Infrastrutture è pronto un piano per potenziare i trasporti pubblici. Ci stiamo anche occupando di combattere la dispersione scolastica accentuata dalla Dad. Nei prossimi giorni presenterò al presidente Musumeci un piano complessivo di interventi per la resilienza in campo scolastico e per il ritorno alla conoscenza, confidando su una campagna vaccinale prioritaria per i docenti maggiormente esposti: sostegno, infanzia e quelli con fragilità particolari”.



























