lunedì , 27 Giugno 2022

Colesterolo! Amico o nemico? (parte 1)

Lo spauracchio del colesterolo tormenta molte persone ma oggi e nelle prossime puntate, cercheremo di fare chiarezza. Prima di parlare male di una cosa conosciamola meglio.

Iniziamo dal principio …a che serve il colesterolo?

Il colesterolo:

  • è un componente essenziale delle membrane biologiche, di cui ne regola le funzioni;
  • è il precursore di molti nostri ormoni come: l’aldosterone (che regola l’equilibrio idro-salino e quindi la pressione arteriosa), il cortisolo (che serve per la risposta allo stress), androgeni (responsabili delle funzioni sessuali maschili) estrogeni e progesterone (responsabili  delle caratteristiche sessuali femminili, del ciclo, della gravidanza…);
  • è il precursore di sostanze fondamentali come la vitamina D regolatore del metabolismo del calcio, del fosfato e di molto altro…;
  • è precursore degli acidi biliari grazie ai quali possiamo digerire i grassi ed assorbire fondamentali vitamine liposolubili (A, D, E..) presenti negli alimenti;
  • forma le guaine mieliniche che proteggono i neuroni.

Che  il colesterolo sia importante al corpo si può intuire già dal fatto che  il latte materno ne è ricchissimo.

Il corpo ne ha così tanto bisogno che tutte le cellule del corpo sono in grado di produrre colesterolo ma, la maggior parte, è prodotto dal fegato. La natura ci ha fornito vari sistemi di digestione e assorbimento dei grassi da permettere l’assorbimento del 95% dei lipidi alimentari. Inoltre ci ha pure dotati di un meraviglioso sistema di trasporto che, tramite chilomicroni e lipoproteine, li distribuisce a tutto il corpo.

Senza colesterolo le nostre cellule non funzionerebbero perché questo è determinante nel corretto funzionamento delle membrane, in quanto la giusta quantità in esse le stabilizza agendo addirittura come antiossidante contro il perossido di idrogeno. Se il colesterolo cala troppo nelle membrane aumentano i processi ossidativi, ad esempio connessi anche nello sviluppo della catarratta.

Giusto per fare un altro esempio, studi hanno evidenziato di come una carenza cronica di colesterolo, dovuta ad un trattamento farmacologico eccessivo, possa compromette la funzione dei recettori per la serotonina “l’ormone del benessere” portando ad un aumento di stati di depressione, ansia, insonnia e fatica.

Il colesterolo nel nostro corpo in parte lo produciamo noi e  in parte deriva dall’alimentazione ma il corpo non ne prevede processi consistenti di eliminazione. Questo mette in evidenza non solo l’importanza per il corpo di questa molecola ma ci ricorda anche che nella storia dell’evoluzione umana il corpo doveva preoccuparsi di problemi di carestia; molto rari  erano gli eccessi alimentari presenti, invece, oggi quotidianamente.

Negli anni i livelli di colesterolo di riferimento sono  scesi ed è facile allarmarsi quando, guardando le analisi, compare il simpatico asterisco già per un valore superiore di una virgola. Prima di allarmarsi è bene fare leggere le analisi al vostro medico in quanto vedere soltanto il valore di colesterolo totale e i range di riferimento per come sono non serve a molto. È importante guardare le cose nell’insieme partendo intanto da chi è il soggetto, poi valutare i rapporti tra vari tipi di colesterolo, dei trigliceridi e degli altri marcatori per avere una corretta idea se quel valore di colesterolo è pericoloso per davvero.

Il colesterolo viene percepito come il fattore di rischio più pericoloso. È vero che avere alte quantità di grassi nel sangue può potenzialmente aumentare il rischio di sviluppare aterosclerosi perché forniscono il materiale di partenza per formare le placche aterosclerotiche ma, dai tanti studi degli ultimi anni, si evince che il colesterolo non è l’elemento determinante nel complesso processo che porta all’aterosclerosi e alle cardiopatie ischemiche .

Il fumo, l’iperglicemia, l’ipertensione e l’infiammazione cronica, anche se di basso grado, l’obesità la sedentarietà, e predisposizione genetica ed età sono fattori di rischio cardiovascolare ben più importanti.

Che vuol dire ? Che se una persona ha il colesterolo un poco più alto ma non ha gli altri fattori di rischio, per esempio una persona che non fuma, che non ha alterazioni della pressione e della glicemia, ha una probabilità quasi nulla di avere eventi.

Per queste ragioni il calcolo del rischio del singolo soggetto va fatto guardando il  paziente a 360° e non solo il valore di colesterolo totale!

Quindi, questa persona dell’esempio precedente, non avrà bisogno come primo approccio del farmaco ma di migliorare lo stile di vita! Altrimenti diventiamo tutti candidati di trattamento farmacologico. Allora siamo tutti malati?

Chiaramente ci sono dei casi in cui il farmaco è necessario, il mio invito è quello di evitare gli abusi; non significa fare prevenzione quando si prende un farmaco perché il colesterolo potrebbe un giorno alzarsi!

E’ prevenzione correggere l’alimentazione e lo stile di vita in generale, ancor meglio se seguiti dal vostro nutrizionista di fiducia.

Infatti, l’analisi del colesterolo per noi nutrizionisti è un indice del fatto che il paziente sta mangiando male e/o troppo.

E’ una rischiosa bugia che facciamo a noi stessi se pensiamo di avere sotto controllo il rischio cardiovascolare inghiottendo una pillola per poi continuare a mangiare completamente a caso, fumare e a non fare nemmeno una passeggiata al giorno.

Una persona che mangia male e che non si muove avrà comunque un alto rischio di mortalità anche con il colesterolo forzatamente abbassato dal farmaco.

Quindi che fare? Ancor prima di cominciare ad avere problemi dobbiamo investire sulla prevenzione!

A proposito di Alessia Gennaro

«L’alimentazione serve sia a ristabilire la salute sia a conservarla in chi sta bene» [Ippocrate, 400 a.C.] Sin da piccola appassionata di scienza, salute e cucina ho studiato Biologia, la “scienza della vita”, prima a Bologna e poi a Pisa - per la laurea magistrale in biologia applicata alla biomedicina; so che il sapere è in continua evoluzione e ritengo fondamentale aggiornarmi sulle diverse sfaccettature della nutrizione umana. Il mio approccio al paziente consiste nel valutare la persona nella sua totalità, non limitandomi a dargli una dieta ma cucendogli addosso un nuovo stile di vita personale e personalizzato: il dimagrimento non è l’obiettivo, ma la conseguenza naturale di un corpo che ha ritrovato il suo equilibrio. Il percorso che faccio insieme al paziente è di tipo educativo; la soddisfazione più grande è quando il paziente impara a prendersi cura di sé nel modo più semplice, così da fare scelte consapevoli ogni giorno anche quando avrà raggiunto la forma fisica adatta a lui. Tutto è connesso a ciò che mangiamo: disturbi apparentemente lontani dal cibo come orticarie, mal di testa, riniti, gastriti, infezioni ricorrenti, gonfiori immotivati, stipsi, sbalzi di umore possono trovare la radice in una alimentazione sbilanciata e un sano stile di vita può venirci in aiuto. Non fare la dieta, impara a mangiare! Seguimi sulla mi pagina https://it-it.facebook.com/NUTRIZIONISTAAlessiaGennaro/

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