
Nella tarda mattinata del 27 ottobre, in Piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la manifestazione dei tassisti. Una protesta pacifica che non si è fermata neppure di fronte alla pioggia. La piazza si è riempita gradualmente: da un lato i taxi parcheggiati, mentre dall’altro i tassisti. Anche a Roma, nel tardo pomeriggio, si sono radunati i tassisti davanti al Ministero dell’Economia. Tanta gente lungo la strada che ha condiviso il malcontento o che ha scambiato qualche parola. I tassisti hanno parlato di un muro che hanno trovato in questi lunghi mesi. L’assenza del turismo ha colpito fortemente la categoria che oggi, punta il dito contro la classe politica che ha ignorato anche il settore sanitario, il settore scolastico e quello delle Partite Iva. I tassisti parlano di un documento che hanno realizzato e chiedono di essere ascoltati sennò “la rabbia monterà sempre di più, non soltanto nella nostra categoria ma nell’intero paese”. A Milano, gli ambulanti si sono radunati sotto la sede della Regione Lombardia per protestare contro il nuovo DPCM. “Dove sono i soldi? Dove sono gli aiuti?” chiedono i manifestanti.
Il Premier Conte era in diretta, in conferenza stampa, per parlare del “Decreto Ristori”, che nasce con l’obiettivo di arginare le misure restrittive di questi ultimi giorni, in Piazza del Popolo a Roma erano in corso scontri. Durante la conferenza, Conte diceva agli italiani che stava lavorando per evitare il lockdown e che arriveranno ristori a fondo perduto erogati automaticamente a oltre 300mila aziende. Il DI Ristori interesserà tutti quei settori attualmente fermi e impossibilitati nelle attività lavorative: dal trasporto taxi alla ristorazione, dai bar alle organizzazione di convegni e fiere etc. “Arriveranno sul conto con bonifico dell’Agenzia delle entrate, è il modo più efficace, confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri” ha dichiarato Conte in conferenza stampa.
Mentre Conte parlava agli italiani, i lavoratori si riunivano in piazza, a Roma, con megafono, rivendicando la “libertà”. I manifestanti si dissociavano dalla violenza. Ma improvvisamente, però, scoppia il fuoco dall’altra parte. Vetri contro le auto in corsa e contro le forze dell’ordine che sono intervenuti con l’idrante. Scene di pura violenza e di panico lungo le strade di Roma, tra gli automobilisti e il traffico della sera. Sirene della polizia e cassonetti in fiamme, sassi, bottiglie di vetro scagliate contro le forze dell’ordine. Non erano certamente commercianti disperati quelli con le bombe carta in mano e con le pietre, non erano pure ristoratori che si opponevano al DPCM. I commercianti, quelli onesti, si erano dissociati dalle violenze poco prima. Erano estremisti di destra che si sono scagliati contro le forze dell’ordine, mettendo in pericolo la vita di chi protegge il paese ogni giorni con sacrificio, dichiarando guerra alla democrazia e attaccando la sicurezza nazionale. In un momento storico delicato, in piena pandemia mondiale, gli estremisti hanno attaccato la democrazia con il cappuccio in testa.

Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore ha scritto un tweet in merito ai fatti di Roma: “Nuovo atto di arroganza del regime: idranti e cariche contro i manifestanti. Anche la protesta di stasera delle Partite Iva, come quella degli ambulanti di stamattina, repressa in modo aggressivo e violento dalla polizia di regime. Sperano così di fermare il popolo?”. Le partire Iva stanno manifestando in tutta Italia, pacificamente ma senza lanciare bombe carta, bruciare cassonetti o lanciare sassi contro le forze dell’ordine. Le forze dell’ordine non reprimono il libero pensiero democratico dei lavoratori ma arginano la violenza brutale di chi approfitta del dolore degli onestri e si infiltra nelle manifestazioni generando il caos.



























